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  • Bassi Maestro: North Of Loreto

    Com’era Records / Artist First/Believe

    Data di uscita: 24-05-2019

    Loudvision:
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Cosa significa essere artista? Ci sono varie correnti di pensiero. Riflettiamoci un attimo. La più accreditata sembra quasi la più ovvia: essere artista significa far uscire la propria interiorità attraverso l’arte. Ci sono disparati modi per compiere questo processo, ma la vera magia arriva quando, magari superati i vent’anni di carriera, riesci a cambiare spartito in corsa con strumenti differenti, esattamente come ha fatto Bassi Maestro con il nuovo progetto, North Of Loreto, da cui è stato pubblicato il 24 maggio il disco omonimo per Com’era Records e Artist First.

Un album dove il rap è assente, almeno in modo apparente, seppur radicato nelle radici black che da sempre costituiscono il background dell’artista: soul, R&b, boogie e soprattutto funk. Da vero maestro qual è, Bassi ha ricostruito e reinterpretato oggi, nel 2019, il suono della sua adolescenza, maturato grazie a una passione viscerale per il digging (la ricerca e collezione di vinili) coniugandola alla florida attività da dj, in cui spinge tutto il suo universo musicale con selezioni accurate e mai banali. N.O.L.O è un lavoro che guarda quindi inevitabilmente alla cultura afroamericana pur rimanendo saldamente legato alla città di Milano, nello specifico a Nord di Piazza Loreto, il nuovo distretto artistico cittadino che sta attirando, un po’ come alcuni quartieri del nord east di Londra rigenerati dall’arte, sempre più creativi nel capoluogo lombardo.

Undici tracce che aprono una nuova, interessantissima, porta del panorama musicale italiano, che confermano la grande capacità dell’artista di Milano di dare il La a nuove forme di sperimentazione. Se l’esperienza felicissima dei Nu Guinea ha dimostrato quanto la tradizione locale, in quel caso quella partenopea, possa essere una vera e propria arma vincente se sviluppata con ingegno e qualità, in North Of Loreto Bassi riproietta l’ascoltatore nelle atmosfere anni 70-80, con le Drum Machine e i Roland Synth che delineano brani squisitamente orecchiabili, immediati e, cosa non da poco, di una raffinatezza con pochi eguali, supportati da linee melodiche eseguite al vocoder di pregevole fascino, una su tutti Amore Plastico (riproposto anche in remix dalla voce delle celebre Saucy Lady) ma anche la divertentissima I nedd the doctor.

Tra Arthur Baker, riecheggi di Alexander 0’Neal, Inner City, George Kranz, Midnight Star, Man Parrish e tantissimi altri si spalmano trentacinque minuti di buona musica, impreziositi dalla presenza di artisti di prima fila, tra cui il nuovo esponente del G-Funk Diamond Ortiz (Do it like this), il mago dei Synth Veezo (Lovin u), il monumento di Long Beach Domino (Do it like this) e Ghemon (100), che dona con il suo tocco soul profondamente sottile la ciliegina sulla torta di un progetto genuinamente throwback, che prende il suono del passato come punto di partenza per il futuro senza risultare nè stucchevole nè tantomeno nostalgico. E per l’ennesima volta, forse nel modo più sorprendente, andiamo in pace in nome del Maestro.

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Contro

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