Home > Recensioni > Bat For Lashes: Two Suns

Electro pop

A consacrare “Two Suns”, il secondo disco di Natasha Kahn alias Bat For Lashes, ci si sono messi anche gli Yeasayer e Scott Walker, offrendo gli uni la propria esperienza in ambito experimental e la voce l’altro, che duetta con la Nostra nella canzone di chiusura “The Big Sleep”.

La ricerca sonora che il platter sfodera traccia dopo traccia sembra volta alla creazione di atmosfere avvolgenti. Che attingono dagli angoli del mondo per arricchire i brani: linee melodiche che ricordano la canzone celtica e che richiamano quanto di britannico esiste nella persona di Natasha Kahn, complice una voce dai falsetti abbondanti, in alto o in basso che ci si trovi; incursioni di strumenti che riportano alle culture orientali; ritmi di natura tribale e cori gospel.

Non mancano nemmeno episodi più dinamici dove il lato pop emerge dagli anni ’80 e ’90. Un po’ Irene Cara e un po’ Sinéad O’Connor.

“Two Suns” più si ascolta e più si lascia scoprire e apprezzare. Più si ascolta, e più si fa stimare raffinata creatura. Fino ad allontanare quasi definitivamente il dubbio di incompletezza che, invece, potrebbe inizialmente attanagliarvi.

Che la pace dei sensi sia con voi quando lasciate che “Two Suns” stimoli il vostro apparato uditivo. C’è qualcosa, a metà tra il serio sperimentalismo di Bjork e la pubblicità di “Rio Casa Mia” (ricordate la famigliola indiana?), che ti cattura. Solo che bisogna trovare il tempo e la voglia di porgere a “Two Suns” non solo i vostri timpani ma anche un po’ di materia grigia. Per apprezzare gli strati e le lavorazioni di sfumatura.

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Contro

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