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Battaglie di pettegolezzi alla Festa dell’Unità

Come ogni estate Roma fiorisce di manifestazioni artistiche, tra le quali spicca ancora una volta la Festa dell’Unità, che punta a replicare il successo dello scorso anno (basti ricordare il “pericoloso” sold out degli Afterhours). L’occasione di gustarsi Gossip e Battles è particolarmente attraente: i primi continuano a fare proseliti grazie a un sound personale e hit memorabili come “Standind In The Way Of Control”, i secondi si stanno imponendo anche al di fuori dell’ambito indie grazie soprattutto alle eccelse performance live.

Dopo aver ascoltato la prima parte del concerto in auto mentre giravo intorno alle Terme di Caracalla in cerca di parcheggio, entro con i Battles già immersi nei loro coinvolgenti trip ipnotici. La loro forza emerge proprio nell’architettare sessioni dove l’improvvisazione e la sperimentazione riescono a catturare il pubblico senza risultare mai noiose. La batteria di Stanier (ex Helmet) si cristallizza per mezz’ora nello stesso ritmo, sul quale vorticano tastiere e chitarre made in Konopka & Williams (ex Don Caballero), mentre Tyondai Braxton esplora – senza mai perdersi – una spirale infinita di loop. Tutto si incastra alla perfezione in un ammaliante flusso, dal quale non mancano di emergere unità ben definite. Su tutte spicca il divertente singolo “Atlas”, la cui estrema orecchiabilità coinvolge anche quella parte di audience più affine alla forma-canzone che alle lunghe improvvisazioni.
Il pubblico è numeroso e riempie quasi tutta l’area dedicata al concerto. La polvere e la pedana rialzata montata subito davanti al palco danno un po’ fastidio ma per fortuna non fa eccessivamente caldo e, soprattutto, i suoni sono più che soddisfacenti.

Un veloce cambio di set e si passa ai Gossip, accolti calorosamente dal pubblico. Attiva da ormai dieci anni, la band si fa notare per una forte personalità e per sonorità che spaziano dal punk al blues fino a lambire territori propri dell’house. Chiariamolo subito: un buon 90% del merito è di Beth Ditto, il cui carisma esplode da ognuna delle sue innumerevoli cellule adipose. Oltre ad essere una cantante dalle indiscutibili doti, si è rivelata un’iperattiva belva da palco, saltando senza sosta da un angolo all’altro della scena, dialogando con la platea e canticchiando tra un pezzo e l’altro – esilarante l’accenno a “Don’t Stop The Music” di Rhianna. Naturale che poi si lamenti per il caldo e tiri fuori un fazzolettone bianco, trasformandosi così nella versione cool di Pavarotti.

I Gossip non deludono neanche come musicisti: pur senza mostrare particolari doti tecniche sfoderano un ottimo feeling (notevole il nerd hitleriano che suona la chitarra) e offrono una prestazione nel complesso molto buona. I brani proposti arrivano quasi tutti dall’ultimo album: si parte con la trascinante “Listen Up!” e, tra pezzi tirati ed altri più lenti (riuscitissima “Keeping You Alive”) si conclude con il singolone “Standind In The Way Of Control”, dove la voce soul di Beth delizia un pubblico ormai perso nelle danze.

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