Home > Recensioni > Battle Dagorath: Eternal Throne

I nordici californiani

Non per alimentare i soliti cliché, ma, se si pensa alla California, la prima immagine che viene alla mente non è di certo una montagna innevata come quella della copertina di “Eternal Throne”; forse dei surfisti, il mare, o Mitch Buchannon con l’immancabile Pamela Anderson in costume rosso. La neve no, non è nemmeno al decimo posto della lista.

I puristi del black, dopo un ascolto in incognita dei Battle Dagorath, punterebbero sicuramente lo spillo sulla Norvegia, massimo massimo Svezia. E invece no, vi hanno fregato, sono proprio californiani.

Ammettiamo che un aiutino ce l’hanno avuto, però. Alla tastiera si sono accaparrati qualcuno come Vinterriket, il teutonico artista guru dell’ambient, di cui si notano gli evidenti contributi nell’intro e nell’outro, ma in realtà un po’ in tutto il disco; insomma, quando compare la sua tastiera tra un blast beat e l’altro la canzone si eleva, non c’è niente da fare.

Per il resto la band se la cava bene anche da sé: i riff dei tempi più sostenuti potrebbero sostituire il condizionatore di casa, il cantante ha una voce raw che più raw non si può (aiutato anche dalla produzione lievemente sporca), e le spruzzate filoambient che si intravedono nelle canzoni danno un senso all’appellativo tolkieniano della band.

Sicuramente non è una novità, ma è ormai tempo di ammettere che questi americani non hanno più bisogno delle rotelline e possono pedalare da soli.

Sì, bravi, bello.
Però… la vogliamo finire con ‘sto Tolkien? Dai, davvero. È imbarazzante.

Pro

Contro

Scroll To Top