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  • Battleroar: To Death And Beyond…

    Battleroar

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Mestieranti all’arme

I Battleroar portano avanti la loro battaglia con impercettibili variazioni: è sufficiente uno sguardo alle copertine dei primi tre lavori pubblicati dai greci per capire che il metal epico degli anni ’80 è l’immutato campo espressivo su cui si muovono. “To Death And Beyond…” si scontra con modelli presenti e passati, vicini e lontani, che vanno dai Domine ai Manilla Road, dunque gli impavidi gladiatori non si appoggiano alla sola epica un po’ doomy, ma registrano principalmente un disco heavy metal, dove riff spesso maideniani, come quelli dell’apertura, si affiancano a sostenute galoppate, nell’obiettivo di ricreare il clima da battaglia medievale.

La capacità di sintesi dimostrata è dunque buona, riuscendo a racchiudere molti aspetti dell’estetica metallica: si pensi a un pezzo come “Born In The 70′s”, che evita la riproduzione bellica in favore di un approccio più hard rock e classico. Lo stesso non si può dire della scrittura, che evita la stucchevolezza anche nei pezzi più lunghi, ma non raggiunge vette di coinvolgimento memorabili su alcuno dei fronti toccati. A questo possiamo aggiungere qualità tecniche e di registrazione che ci permettono in alcuni frangenti di tracciare un solco tra il più cristallino operato dei nostri Domine e l’operato di onesti mestieranti come i Battleroar.

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