Home > Recensioni > Battles: Gloss Drop
  • Battles: Gloss Drop

    Battles

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Sorridenti Battles

C’è chi dice che i Battles hanno perso se stessi perché questo loro secondo album è musicale. Ovvero: accidenti, i Battles hanno scritto DELLE CANZONI!, borbottano i fan duri e puri. E per fortuna. Perché questo album (che purtroppo presenta una parte centrale più debole rispetto allo sfolgorante inizio e alla scintillante conclusione) si ascolta, fa canticchiare, ballare e sorridere, mantenendo la consueta sonorità Battles, pur essendo più percussivo e avendo addirittura dei pezzi cantati (Come “Sundome”, “My Machine” o “Ice Cream”). Accidenti: si ascolta “Ice Cream” ed è una canzone allegra e solare.

Fantastico. Brani come “Africastle” e “Sundome” sono impareggiabili. Il ritmo trascina, il sound è Battles, l’approccio allegro. C’è chi piange il tono più pop e sente la mancanza di Tyondai Braxton, che ha lasciato la band. Però il suo abbandono ha reso i Battles molto più Don Caballero style: per alcuni può essere un pro, avere Ian Williams a mani libere. Ottime le collaborazioni, con Matias Aguayo e Yamantaka Eye, brani rocksteady, pezzi alla Beck. C’è di tutto, ma i pezzi si posizionano in modo uniforme e non stridente. Datecene ancora.

Pro

Contro

Scroll To Top