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  • Baustelle: L’Amore E La Violenza Vol.2

    Warner Music / warner

    Data di uscita: 23-03-2018

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E’ uscito il 23 marzo sempre sotto l’etichetta Warner il secondo capitolo dell’avventura pop dei Baustelle, “L’Amore E La Violenza Vol.2”.

Parlare del pop nel contesto dei Baustelle sembra forse strano (soprattutto per chi li ha amati per “Fantasma”) ma la verità è che i due ultimi dischi sono pieni di brani orecchiabili, di ispirazione synth pop anni ‘70 e ‘80, e il sottotitolo dodici nuovi pezzi facili non è del tutto una menzogna, anche se, come sempre nel caso del trio toscano, i testi sono pieni di riferimenti e citazioni e, quindi, solo al primo colpo d’occhio “facili”.

Sono passati appena 14 mesi dall’ultimo album della band di Montepulciano e c’è stato anche un tour in mezzo ma “L’Amore E La Violenza Vol.2” invece di sembrare un album affrettato, è una prova che i Baustelle non hanno ancora esaurito quello che avevano da dire sia dal punto di vista testuale che sonoro sul volume 1.

Questa volta però, anche se abbiamo ancora una varietà di synth impressionante, sul primo piano (oltre alla voce e testi di Francesco Bianconi) si spostano le chitarre e la prima sorpresa arriva già nella traccia di apertura, “Violenza”, un pezzo strumentale con le chitarre e percussioni molto più rock e aggressive del solito. Subito dopo parte il primo singolo dell’album, l’orecchiabilissima “Veronica n.2”, già suonata durante il tour dell’anno scorso e già protagonista di polemiche sul web che accusa la band di aver plagiato Babies dei Pulp (come se fossero una novità le citazioni nei brani dei Baustelle e nel mondo della musica alternativa in generale…). Peccato che questa volta c’è stato un po’ poco spazio per la voce di Rachele Bastreghi, che però si fa notare in “A Proposito Di Lei” e in “Tazebao” (anche se coperta dai chili di vocoder).

“L’Amore E La Violenza Vol.2” sono altre dodici canzoni d’amore, o forse meglio, della fine dell’amore, che parlano della rottura e della necessità di ricominciare. E’ un altro album sull’amore antiromantico, in perfetto stile Baustelle.

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