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  • Baustelle: La Malavita

    Baustelle

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Dico solo poche frasi

Ironia disincantata. Romanticismo noir. Cinismo disinvolto.
“Cronaca Nera” e “Cuore Di Tenebra”, da una parte e dall’altra, raccolgono in un manto uniformemente scuro la distaccata esposizione e l’appassionata partecipazione. Chitarre new wave si uniscono a orchestrazioni d’autore del Belpaese e, con l’aiuto di una major e di un acume impalpabile, un tema come il suicidio fischietta indifferente sugli amplificatori di mezzo Stivale.
“La Malavita” non cambia il contenuto lacerante di una forma che si apre ancora di più all’accettazione popolare, conciliando con sfacciata insolenza la tossicità delle parole con la raffinatezza dei suoni. Rachele Bastreghi ipnotizza e destabilizza in “Revolver”, Francesco Bianconi interpreta con la stessa sensualità svogliata ogni genere di episodi di Malavita, i Baustelle stendono un voluttuoso tappeto di pessimismo romantico dinanzi ai nostri piedi. Un invito a nozze da non rifiutare.

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