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Be a Bear: un disco fatto con iPhone. Ve lo raccontiamo nel nostro track by track

Esattamente come recita il titolo. E aggiungerei che non è solo il disco ad essere stato realizzato con lo smartphone più trendy del momento ma anche il video ufficiale, le grafiche e naturalmente anche il live. Si intitola “Climb your time” questo secondo disco di Filippo Zironi in questo progetto denominato Be A Bear, nato discograficamente nel 2016 con un primo Ep di esordio ed oggi a confermare e replicare una vena creativa a cui restituisce una forma di leggerezza di sottile gusto internazionale. La musica che scorre fluida in questi suoni digitali che cercano più il ricamo melodico che il segno tangibile di una timbrica o di un arrangiamento. Niente vuole esagerare. Composizioni  che fluttuano, che in alcuni tratti ricordano le sospensioni di Moby e in pochissimi altri qualche rude spigolosi del KrautRock. In ogni passaggio quella sensazione di rinascita.

Be A Bear, “Climb your Time” brano per brano

Give me // change me
è la canzone che apre il disco, parte in maniera soft, ma si conclude con un finale intenso e travolgente. A Bologna si direbbe che è un pezzo un po’ “maraglio”, hai presente il sound e la gente in una disco agli inizi degli Anni ‘90?

About links
Nella vita tutto è collegato e nulla è lasciato al caso. È una canzone potente, che ti rimane in testa, una preghiera dai sapori tribali, energia allo stato solido. Dentro c’è tanto Be a Bear, potrebbe essere una sorta di “manifesto” dell’orso: dentro trovi l’amore per la natura, il rispetto per tutti i popoli e per le infinite culture, l’importanza dell’amicizia, delle relazioni e dell’amore. Le radici sono per forza in India e in Canada, due viaggi da cui ho imparato tanto, da cui sono rinato, da cui è germogliato Be a Bear. Ringraziamo insieme per tutti i collegamenti, per tutti quei magici incontri che hanno migliorato la nostra vita.
Dedicata a Annamaria.

Say goodbye
Tastiere taglienti in una canzone dal sapore pop dove l’orso ci parla della “fine di un amore”, che non deve per forza essere solo inteso tra due persone. Ci si migliora, ci si cambia nel finale, che è intenso e sensazionale. Da cantare a occhi chiusi, immaginando di essere ne Il tempo delle mele.

Yes electronic
È la canzone da far mettere al dj alle 5 di mattina quando ormai non c’è la fai più. È l’ultima canzone della serata, da ballare a testa bassa, sudato, sigaretta in bocca, in un piccolo club dal soffitto basso. Suoni a cavallo tra gli anni ‘80 e gli anni ‘90, canzone ruvida dalla cassa dritta. Canzone sul ballo, sul lasciarsi andare, fregandosene. Around the world dei Daft Punk!

Waiting for my lover
È nata quasi per scherzo, in macchina, in un parcheggio a caso, davanti al cocomeraio. Non so perché, ma mi sentivo un po’ losco, ero solo, chiuso nell’abitacolo a cantare, a ridere e a fare quel verso. Mi piace quel “Haaaaah” e mi diverte pensare a tutte quelle persone che si “incasinano la vita” tradendo il proprio amore. Ma perche?!?

Stranger love
Dopo una settimana chiuso in casa con Stranger things e un amore per i classic movie degli anni ’80, ecco questo pezzo. Synth e ritmica martellante. Sound cupo ma esplosivo.

Me & the Grizzly
Ognuno di noi ha un grizzly vicino, una persona forte, a volte un po’ selvaggia, che si arrabbia ma che ti ama e, che sai, non ti mollerà mai. Il testo contiene però anche parole tristi, segno di momenti difficili connessi con la malattia di persone a me molto vicine. È un po’ quindi una canzone-preghiera-esortazione a essere forti e a cercare di sorridere sempre. Una spinta a essere veri orsi!
Curiosità: l’intro è composto da un giro di scacciapensieri che mi ha insegnato da piccolo mio padre e dal sottofondo del traffico indiano, datato 2009.

Martin doesn’t agree
Martin sarebbe Martin Luther King? Confesso che Martin non so chi sia! Rappresenta però per me qualcuno di grande, un saggio che ti dice che bisogna “svegliarsi e cambiare” e che bisognerebbe festeggiare con tutti i popoli del mondo! Nel finale vengono suonati due giocattoli rubati a Bianca, mia figlia.

Mr. Dust
È un crescendo, mr. Dust potrebbe essere Dio che ci dice che il mondo è in pericolo. È pure un omaggio a Dardust, un artista che ho conosciuto e che stimo tantissimo. Siamo nel futuro, 2073.

be a bear cover

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