Home > Recensioni > Beatrice Antolini: BioY

La consacrazione

L’Italian-indiependent-woman per eccellenza torna con “Bioy”, un album che conferma il suo essere un’artista a tutto tondo, camaleontica, istrionica e capace di grandi altalene sonore.

Dieci pezzi che accostano psichedelia funk-wave a incastri pop e pseudo-futuristici e che ci consegnano una ritmica complessiva focalizzata sul groove e un’artista sicuramente matura e consapevole delle proprie grandi potenzialità.

La cantautrice maceratese, con alle spalle anni di Conservatorio e alcune brevi esperienze come attrice, sembra essere giunta ad un punto di arrivo della sua carriera, un punto che sicuramente contribuirà a consacrarla definitivamente importante icona femminile del genere indie nostrano.

Variegate e stratiformi atmosfere si fanno strada e conquistano al primo ascolto: la trasognante “Piece of Moon”, la danzereccia (e più radiofonica) “We Are Gonna Live”, la decadente “Planet”. C’è un po’ di tutto in questo nuovo lavoro, e tutto quello che c’è è chiaramente stato realizzato con l’attenzione e la cura minuziosa di chi sa di essere di fronte ad un lavoro che non passerà inosservato. Davvero pregevole e ricco di “luccicanza”.

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Contro

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