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Belize in concerto a Bologna, report live e scaletta

Appuntamento al Covo Club di Bologna venerdì 13 ottobre. MiniVan stracolmo di scatole incastrate in stile tetris piene di strumenti.
A tenere caldo il palco sono stati i Mistape che, con la potenza esecutiva e compositiva di brani che definirei “alternative power pop,  hanno acceso in una mezz’ora di esibizione la miccia perfetta per la serata “giusta” e così anche i  Belize  fanno il loro “chek-in” sul palco del Covo (soldout) alle 23.30.

Il Covo prende colore subito con le ritmiche incalzanti di “Chekin” e “Loveless”, da cui si viene rapiti abbattendo quelle “distanze” tra noi e loro che,  instancabili, “24/7” sono ufficialmente partiti per il tour,  “ritorneranno a casa a dormire” tra un po’ di tempo.

Il pubblico risponde calorosamente a questo inizio “bomba”, caratteristica che ritengo possa descrivere il “sound” Belize.
Arriviamo a “Due” e alla sognante  “Decidere”, brano che riporta alla mente echi di pomeriggi passati ad ascoltare i “team me”, il synth penetra ossessivamente in testa, i bassi che fuoriescono dai subwoofer del locale trasmettono l’insicurezza dello stare di fronte a un bivio con solo strade incerte; il rapportarsi con scelte che possono portare stabilità ritrovandosì però con quella stretta allo stomaco che ti fa ripensare se, non sia forse meglio soffrire di vertigini in bilico su di un filo teso tra due enormi montagne con la paura di cadere.
Riccardo, Mattia, Federico e Yed però si muovono bene su questo filo teso come le corde del basso e della chitarra Groovvosi (pieni di groove) di “Quando la città dorme”.

Quanti di voi sono contro l’autotune?” chiede al microfono Riccardo riferendosi ai commenti al video del singolo uscito il 22 settembre.  Il tempo di sedersi al piano e i cellulari di tutto il covo si alzano sopra le teste e cominciano a riprendere “Pianosequenza”.

Poche note dalla chitarra dal gusto alla “Spaghetti Western” ci portano in una Milano del “far west” ad affrontare un duello all’ultimo sangue, è cominciata “Bovisa a mano armata” però più che colpi di pistola sembrano esserci esplosioni nella sala gremita del Covo che fatica a contenere la potenza della “Bomba B≈elize”.  Qualche istante per riprendersi dallo scontro ed ecco che sentiamo quella voce, che “tutti hanno sentito almeno una volta nella vita: Come sei fortunato!”.

CV, pt.1” ci accompagna verso la fine del concerto cullandoci e guidandoci nelle melodie che la band sembra “accarezzare” coi suoi strumenti  e “Come Va?”. Con gentilezza ci viene posta questa domanda a cui non sembra esserci una vera risposta quando ecco che ci viene rivelata in “CV, pt.2”. Questa ci porta infatti nella nevrosi da insonnia; quella che, distrutti e stanchi più che mai, si aspetta invano che il sonno ci porti via. “Non dormo Più”.
Finisce con un boato il concerto dei  Belize ed ecco che le due parole che si voleva scambiare dopo il concerto diventano 5000 e si fanno subito le 5 a chiacchierare con questi ragazzi che ci hanno guidato in un viaggio esplorativo in quello che era solo una piccola parte di ciò che i  Belize realmente sono. Ma a quest’ora, non conta più niente, ci si rilassa e si chiacchiera del più e del meno.
A quest’ora siamo veramente noi”.

Scaletta

Check In

Loveless

24/7

Due

Decidere

Quando

Pianosequenza

Gillette

Bovisa a mano armata

Cv1

Cv2

 

 

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