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Bella dentro

O sul fallimento della riot grrrl più famosa di tutte

Le Hole sono tornate. Anche se le Hole resuscitate da Courtney Love hanno forse solo il nome di quella band in rosa che all’inizio del nuovo millennio si è definitivamente imposta, abbracciando completamente il lato pop di se stessa e del suo audience.

Le Hole sono tornate, a botte di smentite e di denunce. Sono tornate per grazia di Courtney Love e in supporto del suo “Nobody’s Daughter”, che, come nella migliore delle tradizioni, si è fatto lungamente aspettare. Vedere. E di nuovo aspettare. E al quale non crederemo fino al giorno in cui non lo vedremo in carne e ossa nei negozi.

Adesso che gli anni sono passati. Ora che anche Courtney Love si è data una bella ripulita con panno di daino firmato Dolce e Gabbana. Ora che quella riot grrrl, moglie maledetta dell’emblema del nichilismo novantiano ha mostrato con tutta se stessa di voler appartenere a quel mondo fatto di lustrini e paillettes che in origine rabbiosamente rifiutava. Ora, cosa ci possiamo aspettare da quella teenage whore e dalla sua voce sempre così fanciullescamente fuori tono e urlante?

Il tempo dell’attesa è quasi terminato. E tra pochi giorni almeno sapremo se quel corpo consumato e bistrattato è ancora iconico così come lo era quasi due decadi fa. Se sarà ancora in grado di simpatizzare/farsi odiare dalle nuove generazioni così come fece (efficacemente) negli anni ’90. Quando le adolescenti di tutto il mondo si sentivano portatrici sane di quello stesso male di vivere che poi, in fin dei conti, non si sa bene da dove scaturisse – almeno per quanto riguarda la maggior parte delle adolescenti di tutto il mondo. Se quel corpo che oggi stuzzica il sentimento del contrario saprà smentirci e toglierci dalla testa l’idea che si stia dimenando nel disperato tentavivo di rimanere a galla.

Un fatto è certo, però, anche se poco pertinente: siate grati alle Hole. Perché se nel destino di Courtney Love non ci fossero state loro, forse la sua permanenza nei Faith No More sarebbe durata di più di qualche mese e quattro concerti. E siccome si sa che da cosa nasce cosa, magari oggi “Nobody’s Daughter” sarebbe il nuovo disco dei Faith No More. E questo non sarebbe certo un fatto del quale rallegrarsi.

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