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  • Belle and Sebastian: Girls in Peacetime Want to Dance

    Matador Records / none

    Data di uscita: 20-01-2015

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Anno nuovo, vita nuova: devono aver pensato questo i Belle and Sebastian  aprendo le danze – è proprio il caso di dirlo – al 2015 con il loro “Girls in Peacetime Want to Dance”, nono album della band scozzese che giunge a cinque anni di distanza da “Write About Love”; un disco che fin dal titolo promette di spiazzare le convinzioni maturate sinora sul gruppo.

Andiamo con ordine.

A novembre 2014, la maggior parte dei fan dei Belle and Sebastian deve aver avuto un mancamento ascoltando “The Party Line”, singolo scelto per presentare il lavoro: una sferzata di energia in chiave electro-pop, con tocchi di french-touch. Un brano del genere era sì prevedibile per gruppi come Phoenix o Daft Punk, meno per la band che deve la fama al mood spensierato e romantico, ben sintetizzato nelle celeberrime hit “Get Me Away from Here, I’m Dying” e “Another Sunny Day”.

Attenzione, sarebbe però un errore aspettarsi – solamente –  un disco dal groove danzereccio, “Girls in Peacetime Want to Dance” è un vero e proprio collage che omaggia il mondo della musica contemporanea degli ultimi cinquant’anni. Al suo interno troviamo rimandi disco anni 80 (“Enter Sylvia Plath”), arrangiamenti jazz-funk (la travolgente “Perfect Couples”) e pure accenni folk (l’ultimo minuto e mezzo di “The Everlasting Muse” sembra tratto da un brano dei Beirut!), senza dimenticare – ovviamente – brani dal sapore nostalgico (“The Cat With The Cream”) e ballad di stampo classico (“Ever Had A Little Faith?”, oltre alla chiusa “Today (This’s Army For Peace)”).

L’unica nota di demerito è costituita proprio da questi due o tre pezzi che sembrano dire al pubblico “Hey, anche se ora ti facciamo muovere il culo, siamo sempre gli stessi per cui ti commuovevi o sognavi ad occhi aperti!”.

Forse impostare l’intero lavoro sul mood di “The Party Line” sarebbe stato eccessivo, ma l’azzardo avrebbe ripagato maggiormente.

“Girls in Peacetime Want to Dance” rimane comunque un disco godibilissimo e capace di sorprendere, ascolto dopo ascolto.

Pro

Contro

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