Home > Recensioni > Belphegor: Blood Magick Necromance
  • Belphegor: Blood Magick Necromance

    Belphegor

    Loudvision:
    Lettori:

Omaggi diabolici

Nono album in studio per una delle band più estreme a godere del sostegno di una major.

I Belphegor non cambiano pressoché di una virgola le proprie sonorità, concedendo qualche limatura melodica piccina piccina nel contesto di una registrazione caotica solo al primo impatto, in realtà equilibrata in maniera certosina. La band si risparmia il blast beat per sezioni anche larghe (tra cui l’intera “Discipline Through Punishment”), concede assoli puliti in diverse occasioni, porta avanti dal passato gli inserti cupi (il finale di “Impaled Upon The Tongue Of Sathan”).

Non viene comunque scalfita la sostanza artistica degli austriaci, ovvero sia una sezione ritmica monolitica, il growl impastato e le tastiere epiche ma permanentemente schiacciate in secondo piano.

Terzo album di fila con un demonio/diavolo a dominare la copertina, “Blood Magick Necromance” fotografa una band matura che si può serenamente affiliare al black metal. I suoni curati e qualche rallentamento in più rispetto al passato non producono canzoni più “morbide” ma solo più ascoltabili. Disco gradevole nella sua interezza, spaccameningi, compatto e dalla durata ideale.

Pro

Contro

Scroll To Top