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Fate attenzione alle capre zombie!

È indubbio che i Belphegor abbiano molto gusto per i titoli dei loro dischi: dopo perle come “Necrodaemon TerrorSathan” e “Pestapokalypse VI” la band austriaca delizia il nostro palato con “Bondage Goat Zombie”, loro settimo LP ispirato questa volta agli scritti più perversi del Marchese de Sade.

A livello musicale i Belphegor hanno saputo rinnovarsi nel corso degli anni, incorporando nella propria musica elementi più spiccatamente death metal rispetto agli esordi, per arrivare alla forma attuale dove il blastbeat più furioso coesiste con arpeggi di chitarra, assoli dal sapore epico e parti cantate in pulito. Il disco in questione infatti è tutto tranne che noioso, le canzoni sono dinamiche e quasi mai prevedibili, sviluppandosi in più cambi di tempo e di atmosfera; anche se molto diversi tra loro, brani come “Armageddon’s Raid” (contraddistinto da riff dal sapore epico) e “Sexdictator Lucifer” (un pezzo che non stonerebbe in un disco dei Rammstein) mostrano comunque un’ impronta, un trademark che li accomuna e che rende possibile la loro presenza nello stesso disco.
L’ ottimo lavoro compositivo è supportato da una grande tecnica esecutiva e una produzione cristallina e potente, grazie anche al lavoro di Andy Classen (già noto per aver lavorato con Criminal, Krisiun e Dew-Scented nel suo Stage One Studio).

Un applauso ai Belphegor per la qualità di questo disco, magari uscissero più spesso album di questo livello.

P.S: Una piccola curiosità: il disco esce anche in edizione ultralimitata contenente, oltre al CD, un elmetto in acciaio in stile WWII e la relativa piastrina di riconoscimento militare.

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