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  • Belphegor: Walpurgis Rites – Hexenwahn

    Belphegor

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Blackened!

Ancora una volta la fontana di odio e negatività sparata a mille chiamata Belphegor, un monicker che riprende uno dei tanti nomi del Maligno, si riaccende e riconferma gli austriaci come una band sempre interessante per i blackster del giorno d’oggi.

È ovvio che Helmuth e soci non abbiano mai inventato nulla, ma sono arrabbiati e pestano come pochi altri. Qualunque idea ambient è in questo disco gettata alle ortiche, disprezzata, mentre la melodia che si può sentire scorrendo le tracce è appena sufficiente ad attribuire un segno di riconoscimento a pezzi altrimenti votati all’intransigenza pura.

In primo piano l’ascoltatore trova sempre e comunque una sospetta drum machine col blast beat inserito praticamente di default. La voce del frontman lascia un po’ incerti nel giudicarla: non molto potente, riecheggia strisciante come se provenisse da un luogo più lontano rispetto a quello della canzone. Guardando la cosa da un altro punto di vista tuttavia, ciò contribuisce a rendere i brani dei Belphegor impregnati di un’atmosfera sinistra e “cattiva” in senso proprio, allo stesso modo dei vari inserti di urla, versacci e campane che suonano a morto. I testi delle canzoni, a rischio pacchianeria, non lasciano comunque spazio al dubbio circa gli ideali artistici della band.

Probabilmente questi tre violentatori di strumenti a corda (comprese quelle vocali) non fabbricano quella “Supreme Black Metal Art” che, stando a leggere sul loro MySpace, sarebbe nelle loro intenzioni. Ma hanno la tecnica, l’attitudine e le cattive intenzioni. Sempre validi da più di dieci anni a questa parte.

Dal 1993 la premiata ditta Belphegor manda nel mattatoio dischi di qualità sempre medio-alta, senza cali di ispirazione o vili ammorbidimenti delle sonorità. Certo, dall’esterno tanta attitudine, anche estetica, fa sempre sorridere. Ma la musica è buona, il lavoro scorre anche tutto di un fiato senza che occorra fermarsi a riprendere il fiato. Una parte oscura e caotica di noi, sempre nascosta, esce soddisfatta dall’ascolto.

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Contro

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