Home > Interviste > Benedictum: Curve Pericolose

Benedictum: Curve Pericolose

Premessa importante: invitiamo i gentili lettori a non soffermarsi esclusivamente sulle curve di Veronica Freeman ma a leggere l’intervista fino alla fine.

Il primo impatto con i Benedictum è una sorpresa: infatti, li ascolti e ti colpiscono per la voce potente in puro stile thrash anni ’80, poi vedi le foto e resti di stucco. Quella voce così particolare non appartiene ad un corpulento metalhead, ma ad una bellissima fanciulla che risponde al nome di Veronica Freeman, una delle pochissime voci femminili in una all men band di thrash metal americano. Veronica inizia a farsi notare alla fine degli anni ’90 in una tribute band di Ronnie James Dio, e arriva a fondare i Benedictum alll’inizio dei 2000. Con “Dominion” la band ottiene un buon successo anche in Europa, ed è proprio in occasione dell’uscita del nuovo album che Loudvision ha scambiato quattro chiacchiere con la bella cantante.

Poiché è la prima volta che vi intervistiamo, puoi raccontarci in breve la storia dei Benedictum?
Beh, innanzitutto lasciami dire che è un piacere fare quest’intervista e che vi ringraziamo per la vostra attenzione verso i Benedictum. Abbiamo iniziato a San Diego in California; Pete Wells e io siamo i membri fondatori, e da molti anni eravamo amici di Craig Goldy, che si è sempre interessato ai progetti che mettevamo in piedi. All’epoca ha ascoltato alcune registrazioni delle nostre prove e ha pensato che questo progetto potesse prendere vita. Allora ci ha presentato a Jeff Pilson, che ha accettato subito di produrre i nostri primi due album, “Uncreation” (2006) e “Seasons Of Tragedy” (2008). Il nostro nuovo lavoro, “Dominion”, è stato invece prodotto da Ryan Greene (Megadeth, NOFX), e direi che si tratta di metal tradizionale agli steroidi! È un po’ più compatto e più pesante, ma le sue radici sono solidamente radicate nel power metal americano.

Il sound di alcune parti di “Dominion” è più maturo che nei vostri lavori precedenti. Cosa ci puoi dire del processo compositivo del nuovo cd?
In realtà, ci sono diversi motivi che rendono quest’album diverso dai precedenti: il nuovo produttore, le collaborazioni con i membri acquisiti di recente dal gruppo, e un po’ anche l’atteggiamento diverso che abbiamo avuto stavolta nei confronti del sound.
Volevamo estendere il campo del “Benedictum” sound senza però prenderne eccessivamente le distanze. Inoltre, devo ammettere che il produttore Ryan Greene aveva in mente un programma già dettagliato e desiderava che il nostro lavoro suonasse più moderno.

Su quail tematiche sono incentrate le canzoni che compongono “Dominion”?
Dunque, non è un concept ma quando considero le canzoni in retrospettiva vedo che c’è un tema comune che le unisce, cioè la rabbia e il senso di sfida. È quel sentimento che non ti fa desiderare di abbandonare semplicemente la presa, ma spinge la tua volontà a combattere fino alla fine.

Chi è il compositore principale? E chi si occupa invece di scrivere i testi?
Di nuovo torno a ripetere che Pete Wells è l’autore delle musiche e io scrivo tutti i testi e le melodie. Stavolta, però, abbiamo avuto molti spunti dagli altri membri, in particolare da Chris Shrum (basso), anche se tutti sono stati coinvolti nel processo compositivo, per certi versi.
Per me l’approccio lavorativo all’album rimane lo stesso dei precedenti: ascolto i pezzi che sono stati scritti e aspetto che qualcosa salti fuori e mi afferri. Finché non succede, non mi va di forzare la cosa. Quindi mi ci vuole un po’ più di tempo per trovare quell’ispirazione nel profondo della mia anima, ma quando arriva tutto comincia a venire fuori da solo. Sono proprio fortunata ad essere circondata da musicisti così pieni di talento in questa band.

Da dove prendi più spesso ispirazione per i tuoi testi? Dalla letteratura, dai testi religiosi/occultisti o dal fantasy?
Mah, a dire il vero da tutto quello che hai nominato… Soprattutto per questo album mi sono ispirata alle mie esperienze, sia fisiche che mentali o spirituali. In un certo senso trovo molto terapeutico scrivere e inventare dei modi per trasmettere alcuni dei tormenti della mia anima e delle frustrazioni della vita quotidiana. A volte mi aiuta ad andare avanti:-)
[PAGEBREAK] Ho letto che avete avuto degli ospiti speciali di tutto rispetto nei vostri cd: com’è stato lavorare con loro?
Dunque, gli ospiti con cui finora abbiamo avuto il piacere di collaborare sono: Jeff Pilson, Jimmy Bain, Graig Goldy, George Lynch, Manni Schmidt, Rudy Sarzo. È sempre una gioia lavorare con Jeff e Craig, dato che io e quest’ultimo siamo amici da molto tempo, mentre Jeff è ormai parte della famiglia.
Lavorare con Jimmy Bain è stato demenziale perché ci ha fatto morire dal ridere. È venuto a San Diego a registrare con noi ma era indaffaratissimo, ci ha investito come un tornado di eventi! Ripensandoci, ora, è stato pazzescamente divertente, ma all’epoca era un periodo un po’ stressante!
Con George Lynch è andato tutto benissimo ma ora so che non lo chiamano “Mr Scary” per niente: lui e Pete s’intendevano a meraviglia ma, quanto a me, devo ammettere che mi metteva un po’ in soggezione! (ride)
Poi, sono molto amica di Manni Schmidt e quindi sono stata molto contenta di averlo avuto come ospite, anche se ha dovuto registrare le tracce in Germana e poi inviarle in USA. Anche Rudy ha dovuto fare così e quindi non ho avuto la possibilità di passare un po’ di tempo con lui, come avrei invece sperato. L’ho incontrato solo di fretta ma mi è sembrato subito una persona amabile!

Avete lavorato con questi ospiti anche in “Dominion”?
Sì, ho duettato con Jeff Pilson nella canzone “Sanctuary”, mentre Rudy Sarzo ha suonato il basso in “Bang” e Craig Goldy ha fatto il secondo assolo nella canzone “Epsilon”.

Com’è stato cambiare il vostro produttore dopo che avevate lavorato con Jeff Pilson negli album precedenti?
All’inizio sembrava una transizione senza soluzione di continuità, ma più ci siamo addentrati nel lavoro, più sono apparse evidenti le differenze nell’approccio di Ryan alla musica. È stata una sfida difficile ma anche molto educativa. Credo che io e Pete abbiamo avuto minori difficoltà degli altri, dato che il nostro stile musicale e le nostre idee erano in generale in linea con quelle di Greene, mentre gli altri membri del gruppo hanno dovuto fare delle modifiche per adattarsi, ma alla fine della giornata eravamo tutti soddisfatti di quello che ci aveva insegnato.
Ora lo considero anche un grande amico, e tu sai quanto siano sempre pochi i veri amici.

Ho notato che il fulcro essenziale dei Benedictum (tu, Chris e Blackie) siete partiti come band cover di Ronnie James Dio (R. I. P.) e dei Black Sabbath. Quanto vi ha influenzato la loro musica, e, in generale, quali band costituiscono il vostro background?
Beh, a dire il vero il nucleo essenziale dei Benedictum siamo io e Pete (e con questo intendo i membri fondatori che suonano ancora nella formazione). Però hai ragione, Blackie e Chris erano membri originali che però non fanno più parte dei Benedictum (ma ai quali vogliamo ugualmente bene!:-D) e insieme abbiamo avuto per un certo periodo una cover band che eseguiva i successi di Dio e dei Black Sabbath. Ma io non riuscivo a gestire due band allo stesso tempo e ad avere anche un lavoro full-time fuori dall’ambito musicale. Mi stavo esaurendo, ma ci siamo divertiti tanto.

Avrai certamente risposto un centinaio di volte a questa domanda, ma cos’hai provato quando Dio è scomarso?
All’inizio non ci credevo. Davvero, non mi pareva vero. Quando poi sono riuscita a metabolizzare la notizia, ho capito che grossa perdita sarebbe stata per la musica e per il mondo in generale. Però la sua musica continua a vivere, dato che lui è entrato in contatto con molte vite nella maniera più positiva.
[PAGEBREAK] Ritornando a “Dominion”, siete completamente soddisfatti del lavoro svolto o pensate che ci fosse qualche aspetto che avreste potuto migliorare?
Forse, qualsiasi band ti direbbe che non si è mai completamente soddisfatti di niente. Ci sono sempre quelle piccole cose che vorresti cambiare, e quest’album non fa certo la differenza. Ne stavamo proprio parlando sul lato pratico: se lo rifacessimo da capo cambieremmo alcune cose qui e là ma ne siamo felici.
È interessante per me il fatto che, benchè siano passati un po’ di anni fra il secondo e il terzo album, quello nuovo è stato creato in un periodo di tempo di registrazione inferiore. All’inizio, non tutto è andato liscio per alcune fasi della scrittura, o almeno non quanto avremmo voluto, e quando finalmente siamo riusciti a ingranare, le circostanze ci hanno costretto ad una pausa forzata, prima di riprendere da dove avevamo lasciato. È stato un viaggio incredibile che però, a volte, ha preteso un prezzo troppo alto per noi. Tuttavia, siamo molto orgogliosi del lavoro che abbiamo svolto con questo album e dello sforzo che abbiamo fatto per terminarlo.

Questa è una domanda un po’ impertinente… Cosa si prova ad essere una delle pochissime donne della scena thrash metal americana? Vai d’accordo con gli altri membri dei Benedictum in studio e in tour?
Credo invece che sia una domanda fantastica… Io sono come la mamma della band!:-) Andiamo MOLTO d’accordo. Non so se avere un’altra donna nel gruppo cambierebbe le dinamiche, ma sono sempre entusiasta di iniziare un lavoro con Pete, uno dei miei più vecchi e cari amici (anche se a volte è come un fratello minore capriccioso) e io sono molto in confidenza con ogni singolo membro di questa band. Mi sembra di essere mamma orsa che protegge i suoi orsacchiotti (ride). Voglio sempre essere sicura che tutti stiano bene e sono molto protettiva nei loro confronti. La vita in tour è una pacchia: ci prendiamo cura l’uno dell’altro… non che questo non succeda in studio, ma non è poi così scontato che si riesca ad essere sempre tutti presenti seduti a pianificare il lavoro. Io cerco di esserci il più possibile, ma a volte la vita da studio è per noi più stressante che stare in tour.

Avete già pianificato un tour promozionale per “Dominion”?
Di sicuro saremo in Europa ad ottobre e vorrei fare qualche data in America quest’estate, oltre ad alcuni festival, se possibile. Sono pronta quando lo siete voi! Grazie mille per l’intervista!

Scroll To Top