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    Berserk

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L’oscura e folle giocoleria musicale

È difficile parlare di questo album. Quello che è sicuro è che o piace in toto, o schifa. Non appartiene ad un solo genere, ma è una creatura multiforme, dalle mille voci, e con ognuna di esse parla all’ascoltatore in un linguaggio totalmente diverso. Le sue radici affondano in così tanti terreni diversi che sicuramente a ciascuno risveglierà ricordi e immagini totalmente differenti.
Non è un ascolto facile, tra atmosfere frenetiche ed angoscianti e passaggi malinconici creati da quest’ensemble assai variegata e internazionale mischiando tecniche e suoni totalmente diversi, tra ottoni ed elettronica spinta. Vi va di mettervi alla prova?

Con un po’ di semplicioneria si potrebbe includere “Berserk!” entro il grande contenitore del jazz contemporaneo, ma questo è solo per poter dare un’indicazione generale di quello che si affronta ascoltandolo. È complesso, e lascia abbastanza turbati, o infastiditi, in base alla propria sensibilità.
Credo sia comunque un esperimento che vale la pena di intraprendere, soprattutto se avete già tastato questo genere (modalità hipster on: mai sentito parlare di Gianluigi Trovesi?).

Pro

Contro

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