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BEST ACTRESS. Dive da Oscar: le Divine a Torino

In un mondo sempre più globalizzato e interconnesso, l’Academy of Motion and Picture Arts and Sciences ha saputo imporsi come il premio cinematografico più importante a livello mondiale, rendendo la notte degli Oscar un evento attesissimo non solo entro i confini statunitensi, ma di anno in anno sempre più seguito e partecipato da una platea globale conquistata dai riti e dal glamour che affondano le loro radici nella prima, storica edizione del 1929.

In qualità di consulente per il futuro museo del cinema (si parla del 2017) con cui quest’istituzione celebrerà la sua storia, Stephen Tapert ha avuto accesso all’enorme mole di materiale che si è accumulata dopo ogni cerimonia ed è rimasto colpito dal paradosso ricorrente della statuetta alla miglior attrice, una celebrazione al divismo e alla professionalità femminili (la più antica ad essere assegnata su base annuale) in una Hollywood spesso restia a ricompensare con ruoli adeguati, potere e denaro l’altra metà del cielo attoriale. Nasce così il volume “Best Actress – Dizionario delle Dive da Oscar“, enciclopedico excursus sulle vincitrici della statuetta, sui ruoli che hanno spesso denunciato le discriminazioni di genere, sui dettagli e gli aneddoti che uniscono e dividono questo eterogeneo gruppo di attrici cinematografiche.

In collaborazione con i curatori storici del Museo Nazionale del Cinema di Torino, con alcuni collezionisti privati e lo stesso Tapert, è nata la mostra visitabile dal 3 aprile fino alla fine di agosto presso lo spazio museale della Mole Antonelliana (vedi anche le foto e il video nella gallery a destra).

BEST ACTRESS. Dive da Oscar” è l’incarnazione fisica di questo straordinario viaggio nel riconoscimento al talento attoriale femminile, che prende forma in 370 oggetti che raccontano al visitatore le scene iconiche a cui lui stesso ha assistito davanti alla tv, i dietro le quinte del prima e del dopo premiazione, i cimeli dai set che hanno permesso alle stelle del cinema di stringere l’ambita statuetta.

A colpire il visitatore amante del cinema sarà il corpus di inviti, contratti e materiale fotografico che racconta cosa significa vincere e possedere un Oscar. Nel caso vi capitaste di portarne a casa uno come è riuscito a fare Paolo Sorrentino poche settimane fa, aspettatevi di vedervi recapitare anche un vero e proprio contratto che sancisce i vostri diritti (o meglio, i limiti agli stessi) sul possesso dell’ambito cimelio.

Per gli amanti del lato costumistico del cinema, la vetrina allestita nel salone del tempio vale da sola la visita alla mostra: una piccola esposizione alla V&A Museum di abiti di scena della recente storia cinematografica: il tailleur della tatcheriana Meryl Streep, il vestito nero con cui l’incantevole Marion Cotillard si è trasformata in Edith Piaf, i bozzetti della Audrey Hepburn Foundation e degli iconici abiti di “Via col Vento“, gli oggetti di scena, un ciak autografato dalle protagoniste di “The Hours“.

La mostra è però irrinunciabile per tutti gli appassionati degli Oscar non in senso strettamente cinematografico. Quelli che ogni anno fanno le ore piccole per vedere chi indossa chi sul red carpet riconosceranno con una sola occhiata i tre abiti da cerimonia passati alla storia e arrivati a Torino grazie alla collaborazione di attrici e stilisti. In qualità di esponente della categoria ho subito riconosciuto il vestito di Valentino con cui Julia Roberts ha ritirato la statuetta ed è entrata in tutte le classifiche delle migliori mise da Oscar. Un vestito iconico almeno quanto l’Armani che Jodie Foster ha tirato fuori dall’armadio per prestarlo al Museo o al vestito più scult tra i 72 indossati dalle vincitrici, quello burlesquiano indossato nel 1988 da Cher.

“BEST ACTRESS” ha dedicato un ricordo a ciascuna delle vincitrici, fino alla recentissima vittoria di Cate Blanchett, grazie a Giorgio Armani che ha reso disponibili a pochi giorni della cerimonia i bozzetti dell’abito indossato dall’attrice australiana. Grazie alla collezionista Tamara Silo, appassionata di cimeli legati alla carriera di Meryl Streep, è possibile ammirare i modelli che Ferragamo (maison prediletta da Margaret Tatcher) ha realizzato per l’interprete.

A contorno dell’esposizione temporanea, un lunga serie di iniziative, proiezioni, persino una caccia al tesoro a tema dedicata alle famiglie, in attesa che la partnership consolidata con AirFrance porti a fine anno a una mostra per il 50enario dall’uscita in sala di “Per un pugno di dollari” di Sergio Leone.

Pur presentando un numero limitato di oggetti imperdibili, “BEST ACTRESS. Dive da Oscar” è un percorso che, attraverso l’esposizione cronologica di ritratti e testimonianze di quante hanno stretto la statuetta, restituisce appieno la trasformazione del ruolo femminile nel cinema americano degli ultimi 70 anni, testimoniando al contempo la crescita di una delle premiazioni annuali più influenti anche al di fuori del mondo del cinema. Con un biglietto da 12 euro, potrete visitare il Museo Nazionale del Cinema, la mostra e salire sull’ascensore panoramico della Mole. Se ogni anno vi emozionate anche voi ad ogni acceptance speech, è il caso di prendere in considerazione una gita a Torino.

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