Home > Recensioni > Between The Buried And Me: Alaska

Eclectic to the finest

Certo che ora sarebbe proprio facile raccontarvi di quanto sono pazzi questi giovanotti del North Carolina. Di quanto sono sadici e incoscenti, di quanto suoni deviato e deviante il loro nuovo studio album (dopo un immenso “The Silent Circus” e un successivo ignobile sideproject del frontman Tom Rogers dal titolo Giles) e di come sia difficile descriverne i contenuti a parole. Potrei raccontarvi delle evoluzioni strumentali e della tecnica fusion, degli stacchi jazzati, delle sfuriate math-grind unite a intermezzi vocali soffusi e a ripartenze dal vago sapore power. Oppure potri iniziare ad utilizzare termini insulsi come psicotico, schizofrenico, alienante, disagio sensoriale, debordante, dissonante, ferocia acustica, asfittico: insomma tutte stronzate che servono a far sentire più figo il recensore di turno con la sua fedele Garzantina a lato. Mi limiterò invece ad una bella lista della spesa. Basterà alla fine prendere il tutto e frullarlo assieme per ottenere ciò che vi attenderà all’interno di questo nuovo, gelido “Alaska”. Buon Appetito.
Arcturus, Napalm Death, Glass Casket, Emperor, Anata, Dream Theater, A Life Once Lost, Coalesce, Dillinger Escape Plan, Candiria, Cephalic Carnage, Stratovarius, Meshuggah, Norma Jean, Morbid Angel, Burnt By The Sun, Nile, Spiral Architect, Cryptopsy, Opeth, James Taylor, Decapitated, Dying Fetus, Curl Up and Die, Mastodon.

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