Home > Recensioni > Between The Buried And Me: The Silent Circus

Follia compositiva

Vi dice niente questo nome? No? Male. Americani, North Carolina, ex membri di Prayer For Cleasing, i Between The Buried And Me sono davvero la nuova promessa in campo estremo. Furioso progressive death metal suonato con una tecnica e una classe attribuibili solo ad anziani del campo, quando qui invece si viaggia sui 22 anni d’anagrafe. “Silent Circus”, complesso come un’equazione differenziale e potente come un pugno in pieno volto, ce li presenta in forma smagliante, capaci di colpire duro dall’inizio alla fine del disco, senza la benché minima intenzione di mollare la presa sull’ascoltatore. Con partiture jazzistiche, fugaci passaggi progressive e furiose bordate deathcore, si snocciolano dieci canzoni per un totale di 50 minuti di follia espressiva che trascende i confini di un genere per andare ad abbracciare l’essenza del vocabolo “estremo”. Immaginate un organismo nato dall’ibridazione tra Nile, Dillinger Escape Plan e Opeth che macina riff brutali e pattern schizoidi per poi lanciarsi in improvvise aperture acustiche con una voce sempre in costante evoluzione. Un esempio su tutti: “Mordecai”. Un disco difficile da digerire, assimilare e comprendere, ma che lascia dentro una marea di sensazioni e sentimenti diversi, contrastanti e struggenti. Da avere a tutti i costi se siete fra quelli stanchi e avviliti dal p(i)attume del panorama monodirezionale odierno. Scettici? Non esitate. Spaventati? Dovreste.

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