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Nostalgina canaglia

Le tredici canzoni di “Nostalgina”, il disco d’esordio del torinese Alberto Bianco, in arte Bianco, non lasciano molti dubbi sulla bontà della produzione e degli arrangiamenti. Un punto a favore di INRI, neonata etichetta indipendente torinese.

Qualche perplessità, invece, le tredici canzoni la lasciano sul versante Bianco. Un po’ per l’abuso di tempi lenti, un po’ per l’abuso di schitarrate acustiche, un po’ per l’abuso di liriche intricate e ricercate apparentemente pungenti ma spesso poco efficaci, il platter scorre a fatica.

Tra atmosfere à la Le Luci Della Centrale Elettrica, con ricordi di Subsonica e di elttronica, e anche un po’ di Battiato e Bluvertigo, sono pochi gli episodi equilibrati. E uno di loro è “Tre Passi Avanti”, che è di Adriano Celentano.

Premesso che chi scrive non ha nessuna velleità di onniscenza, e premesso che sempre chi scrive ama e apprezza la musica emergente, è con dispiacere che vi dice che qui non c’è molta polpa da succhiare. Perché anche se c’è simpatia per l’atteggiamento tipo Marco-Carta-vai-a-zappare-la-terra etc, le idee sembrano girare sempre intorno allo stesso paletto. E la parte migliore di tutto sembrano essere gli arrangiamenti e la produzione. Che però pare siano opera di altri. Siamo però certi che con un po’ di esperienza in più sulle spalle, risultati migliori non mancheranno a venire.

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