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  • Bibio: Mind Bokeh

    Bibio

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Niente di nuovo sul fronte folktronico

Stephen Wilkinson nel ’95 inizia a farsi chiamare Bibio, registra un po’ di album e ne produce altri. Poi nel 2009 realizza un album che viene accolto molto bene, “Vignetting The Compost”, e tutti pensano: “Eccoci qui, abbiamo il nuovo re della folktronica”.
Notiziona: pare il Re si sia auto sabotato con il nuovo album. Come un Golpe allo specchio. Le uniche tracce che si salvano di “Mind Bokeh” sono quelle che per sonorità si avvicinano al disco precedente.

Come spesso succede quando un’artista ha accesso agli strumenti matti, cade nello strafare, nel fastidio e nei suoni che non vuoi sentire mai. In più questo album si apre ambient e si chiude chilosacome.
Ultimissimo appunto: canzoni davvero troppo simili o già sentite, copertina del disco davvero bella (ma d’altronde almeno quello ce lo dovevano).

Pro

Contro

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