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BigTime Lovers: Un compleanno in musica

Il 18 ottobre al Brancaleone, Roma, la Big Time ha festeggiato i suoi 13 anni di attività come ufficio stampa. La serata, anche in diretta su Radio Popolare, ha visto sul palco alcuni degli artisti che da anni affidano a Fabio Tiriemmi e Claudia Felici il compito di far conoscere il proprio lavoro. Tra un’esibizione e l’altra siamo andati curiosando per farci raccontare da Paolo Benvegnù, Ilaria Graziano, e gli ospiti a sorpresa i Muro del Canto in formazione ridotta, l’esperienza con la Big Time e con l’occasione saper qualcosa di più su cosa bolle nella loro pentola.

Ilaria Graziano e Francesco Forni
I primi a salire sul palco sono Ilaria Graziano e Francesco Forni, che dopo la pubblicazione di “From Bedlam to Lenane”, stanno già lavorando al prossimo disco come ci dice la stessa Ilaria: «Tra un po’ uscirà il nostro nuovo disco e già stiamo lavorando sempre con loro sulla presentazione». Sul primo incontro con la big Time ci racconta: «Ci sono stati presentati da un caro amico, che ci assicurò che con loro ci saremmo trovati bene perché i progetti li portano avanti con amore. Confermo che è così! Certe cose vanno festeggiate a dovere. È stato bellissimo suonare qui, fare la diretta con Radio Popolare, bellissima serata!»

Assalti Frontali
Non siamo riusciti a parlarci, ma sul palco la loro esibizione ha parlato per loro: una vera esplosione di energia in chiave hip hop, senza dimenticare l’impegno sociale, specie quando, durante “Lampedusa Lo Sa”, il pensiero è andato alla recente tragedia che ha visto 366 persone provenienti dall’Eritrea e dalla Somalia morire nel tentativo di raggiungere le coste italiane dell’isola. Sul palco con loro anche M-1, rapper statunitense del duo “Dead Prez” e collaboratore di Bonnot, per un’esibizione che manda in tripudio i presenti.

Muro del Canto
Non erano in cartellone, ma a sorpresa son arrivati anche tre componenti de Il Muro del Canto al Brancaleone, con i pezzi “parlati” da Alessandro Pieravanti, che abbiamo raggiunto a fine serata, quando ci ha raccontato come sono giunti alla Big Time: «Più che incontrati siamo stati noi a presentarci e a proporre a Fabio e Claudia di lavorare al nostro disco (“L’ammazzasette”, ndr), loro hanno accettato e noi siamo molto contenti di essere entrati a far parte di questa grande famiglia. È un ufficio stampa che lavora con artisti pazzeschi e dove ci sono due persone, Fabio e Claudia, che non hanno uguali nel mondo della musica».

Paolo Benvegnù
Ultimo a salire sul palco è stato Paolo Benvegnù, poeta di oggi e persona con una profondità d’animo non molto comune. Lo incontriamo già prima che sia il suo turno di salire sul palco, ma l’emozione è troppa così rimandiamo alla fine del concerto la nostra chiacchierata. «È una storia molto bella – ci racconta sul suo primo incontro con la BigTime- perché dovevamo far uscire un disco, “500”, anche in precedenza con gli Scisma, ero rimasto profondamente deluso dal rapporto di lavoro con coloro i quali dovevano veicolare le nostre canzoni. La differenza è stata che appena sono andato da Fabio e da Claudia mi sono trovato accolto, cosa che non sempre accade in ambito lavorativo, invece è un peccato perché quando si ci sente accolti, si da anche il meglio di se, no? Non potevo essere più fortunato, non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche umano e spero e credo che andremo avanti fino a quando io non vorrò smettere di fare musica. Sono grato a tutta la Big Time perché ogni volta che sono con loro mi sento a casa e c’è anche da dire che porto spesso delle paste che Fabio mangia in maniera copiosa e anche questo potrebbe aver contribuito a questo rapporto così bello».
Sugli altri gruppi che hanno suonato prima di lui, Benvegnù dice: «Mi sono molto emozionato a vedere gli altri gruppi. Bellissimi i Muro del Canto, ho visto gli Assalti Frontali per la prima volta e per me è stata un’esperienza nuova, poi io ero abbastanza terrorizzato, come mi capita spesso quando sono da solo, ma ho fatto quel che potevo, ho cantato le canzoni più vicine alle poche intuizioni che ho avuto in questi anni. Io mi sono molto divertito ed emozionato, spero sia stato così per tutti».

E il futuro? «Adesso sono un po’ stanco ma con ogni nuovo progetto riparte la vitalità. Adesso sto lavorando al nuovo disco, che dovrebbe essere il continuo di “Hermann”, le tematiche sono quelle: vita amore, presenza, assenza, amore alla fine anche Shakespeare parlava di queste cose, in maniera molto migliore di me ovviamente. Il nuovo disco si chiama “Earth Hotel”, questa volta vorrei che fosse come una colonna sonora di un film, tutti i pezzi sono legati, sono 12 brani e un ouverture che succede in 13 posti diversi contemporaneamente. È come se da 13 stanze si dicessero cose diverse sugli uomini, sulle loro bellezze e sui loro abissi. Io speravo uscisse prima, ma sto facendo un po’ di fatica perché alcune delle intuizioni che ho avuto in questi anni sono cose talmente personali che preferirei tenerle per me, diciamo che sono vicino alla fine del disco ma non così vicino».
Quindi sempre con loro? «Gesù se loro vogliono certo! È così raro trovare un buon interlocutore, dal punto di vista umano che quando ne trovi uno sarebbe una follia non frequentarlo. Io nella mia vita ho fatto tante volte questo errore, ma non in questo caso!»

Non possiamo che unirci e fare tanti auguri alla BigTime.

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