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  • Bill Ryder-Jones: A Bad Wind Blows In My Heart

    Bill Ryder-Jones

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Seconda prova superata: promosso

Dopo aver militato nei Coral e aver realizzato un signor disco da solista come “If…” nel 2011, Bill Ryder-Jones ci riprova e con ottimi risultati. Questo suo secondo lavoro in studio è stato realizzato grazie all’ausilio di una band formata da amici d’infanzia, dopo essere tornato a casa coi genitori al termine della sua esperienza con i Coral nel 2008. Rispetto al disco d’esordio, che appariva come una colonna sonora strumentale con vari spruzzi di musica classica e post-rock, qui il sound è molto più tradizionale e brit, con chitarra, basso, batteria e pianoforte a condurre quasi 50 minuti di buona musica. Bravo.

Prendete un po’ di Beck, aggiungete un po’ di Nick Drake e Blur con qualche spolverata di Grandaddy. Quello che otterrete è “A Bad Wind Blows In My Heart”. In questo lavoro troviamo tutte le influenze che hanno contraddistinto la carriera dei Coral, quel sound leggero e coinvolgente che ti permette di passare un’oretta in relax, con chitarre leggerissime d’accompagnamento, unite ad una voce soft e batteria che sostiene ritmi non serratissimi. “Hanging Songs” e “Wild Swans” sono le tracce più “beckiane” di tutto il disco, mentre il bel singolo “He Took You In His Arms” avvia il disco verso la conclusione mantenendo i ritmi blandi avuti fino a quel momento. Melodie semplici per un’ora di essenzialità: ben fatto.

Pro

Contro

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