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  • Billy Bragg: Tooth & Nail

    Billy Bragg

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L’ex punk-boy dell’Essex ora è una persona seria

Giunto al dodicesimo album in studio, Billy Bragg non ha perso la verve che lo caratterizza sin dagli esordi da solista nel 1984, anche se in questo “Tooth & Nail” il cantautore britannico risulta molto più riflessivo rispetto al passato, dove aveva mostrato un’anima punk che sta andando via via scomparendo. L’anima blues emerge in ogni singolo brano, basti ascoltare il singolo “Handyman Blues” per immergerci col pensiero in un saloon appena scesi da cavallo e chiedere un buon whisky. 12 brani buonissimi, che continuano il filo conduttore tracciato dall’autore negli ultimi anni. Perle come “I Ain’t Got No Home” non fanno altro che alzare l’indice di gradimento.

Tutto suona come un folk-blues intimistico e a tratti struggente. In questo nuovo lavoro Billy non dà particolari innovazioni, ma fa quello che gli riesce meglio: il songwriter semi-acustico. Quasi un Mark Lanegan più folk (e con voce meno tenebrosa), il buobn Billy ha sfornato un disco che ci dona alcuni episodi notevoli, come la già citata “I Ain’t No Go Home”, l’apertura “January Song” oppure la struggente “Goodbye Goodbye”, tutti episodi che danno un certo lustro ad una carriera solista iniziata 30 anni fa e che non ha voglia di smettere. Se i risultati sono questi, ben venga.

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