Home > Report Live > Billy continua a crederci

Billy continua a crederci

SMASHING PUMPKINS: IL REPORT
Il 28 novembre gli Smashing Pumpkins tornano ad esibirsi a Milano.

Questa volta ad affiancare Billy Corgan troviamo: Jeff Schroeder alla seconda chitarra, Mike Byrne alla batteria e Nicole Fiorentino al basso. Chi sono? Non è importante. Si sa che questo è il risultato della spinta, partita già nel ’93, che ha portato a centralizzare l’intero progetto su Billy, al quale si deve riconoscere di averci creduto per oltre vent’anni.

Il pubblico decide di premiare questa caparbietà presentandosi in massa e riempiendo il Mediolanum Forum fino alle tribune più alte. Poco dopo le nove, senza l’apertura di un gruppo spalla, la band di Chicago sale sul palco in pompa magna. La prima cosa che colpisce è l’imponente allestimento di luci e scenografia. Otto fari e numerosi altri spot proiettano fortissime luci colorate che si riflettono sulla superficie specchiata di due mulini posizionati su una grande parete glitterata.

L’allestimento scenico rende bene l’atmosfera da favola un po’ triste e malinconica che caratterizza lo stile degli Smashing Pumpkins. I suoni sono altrettanto forti e ricchi. Nonostante nessun membro della band si muova più di 50 cm dal proprio posto, lo spettacolo offerto è intenso e coinvolgente. Lo stesso Billy non si risparmia e allunga ogni canzone arricchendola con assoli e parti strumentali, duettando con il secondo chitarrista.

Dal punto di vista tecnico l’esibizione è perfetta, i volumi sono ben bilanciati e la band suona 18 canzoni, una di seguito all’altra, offrendo spettacolo per più di due ore. Dal punto di vista empatico non si può dire di aver ricevuto le stesse soddisfazioni. Durante tutto il concerto Billy non dice una parola e non interagisce minimamente con il pubblico che, al contrario, si fa sentire soprattutto nelle canzoni più popolari, come “Tonight, Tonight” o “Bullet With Butterfly Wings” .

Alla fine del concerto Billy annuncia l’uscita di un nuovo album per marzo 2012 e poi si congeda velocemente con il resto della band. L’atteggiamento del tipo: “salgo sul palco, suono bene e me ne vado”, è apprezzabile piuttosto che un’esibizione spettacolare basata su canzoni mediocri. Le canzoni degli Smashing Pumpkins parlano da sole e non hanno certo bisogno di essere commentate.

Tuttavia da un Billy Corgan deciso a pubblicare un nuovo album con una band in fase discendente, ci si poteva aspettare qualche contatto in più con il pubblico, accorso per una sorta di celebrazione di questo suo progetto. Ma dando uno sguardo all’immensa folla che si appresta a lasciare il forum si ha la conferma che il pubblico è ancora con lui. Attendiamo il prossimo capitolo di questa storia allora. Appuntamento alla prossima primavera.

Patrizio Ranzani
[PAGEBREAK] SMASHING PUMPKINS: AMARCORD

Il Forum d’Assago è gremito di persone. Non certo ragazzini, perché una band come gli Smashing pumpkins si può oramai definire “storica”.

Le luci si spengono. Appare una scenografia non troppo credibile, sembra un cast per qualche film girato con pochi dollari… Ci sono due girandole giganti di carta pesta che ruotano e paiono rendere conto al nome del nuovo tour degli Smashing Pumpkins ” The Other Side Of Kaleidyscope”. Per una band come loro sarebbe bastato un palco vuoto su uno sfondo nero e una sola luce bianca ad illuminare il volto e la chitarra di Billy Corgan… Sì, sarebbe bastato questo, perché il resto della band chi la conosce? James Iha, Jimmy Chamberline e D’arcy Wretzky sono spariti nel nulla e hanno lasciato in eredità al solo Billy Corgan il nome della band, che lui sapientemente usa per riuscire a mantenere il suo pubblico.

E lo stesso pubblico è li riunito nella speranza che Billy riesca almeno a fare due o tre pezzi “vecchi”. Questo basta ai fans che hanno pagato 50 euro solo per sentire dalla voce squillante a graffiante di Corgan un paio di pezzi da qualsiasi album, da “Gish” a “Machina, The Machina of God”.

Billy e la sua band entrano e con tutta l’eleganza e la compostezza che ha sempre avuto il rocker, iniziano con due intro molto rock nella speranza di scaldare un pubblico che invece non fa nessun accenno, nessun movimento.

Accenni e movimenti inziano solo alle prime note di “Starla”, uno dei migliori pezzi che gli Smashing Pumpkins potessero creare, seguito da quello contenuto nell’album che cambiò le sorti della musica “Mellon Collie And The Infinite Sadness”: “Muzzle”… e da qui in poi sarà tutto un susseguirsi di emozioni che difficilmente si dimenticano.

Se “Muzzle” fa scendere qualche lacrima per il suo magnifico testo e per la ballata rock urlata piena di saliscendi e ripetitivi ” I know The Silence Of the World”, ora tocca a “Geek Usa” dall’album “Siamese Dream”, “Window Paine”, “Soma” “Kerub Rock” e l’oramai doverosa “Tonight Tonight”, e tutto questo con solo rari intermezzi di pezzi del rinato Corgan non più rocker.

Per concludere non poteva mancare “For Martha” una canzone che esprime appieno la complessità dell’animo di Billy vista la pienezza di suoni e la malinconia crescente; poi i capolavori che spopolarono su Mtv “Bullet With Butterfly Wings” e “Zero” che divennero il marchio da apporre sulle magliette da sfoggiare agli amici.

Concludendo, è stato un gran concerto. C’è da ringraziare Billy per averci donato in una sera un pezzo di storia della musica che mai più tornerà. E poi grazie agli Smashing Pumpkins per aver creato tutto questo, senza dimenticare i novelli della band che si sono dimostrati validi musicisti sebbene non all’altezza dei creatori, insieme a Corgan, delle vere Zucche.

Jessica Pignatti

Quasar
Panopticon
Starla
Geek U.S.A.
Muzzle
Lightning Strikes
Soma
Siva
Oceania
Frail and Bedazzled
Silverfuck
Pinwheels
Pale Horse
Thru the Eyes of Ruby
Cherub Rock
Tonight, Tonight
Zero
Bullet With Butterfly Wings

Scroll To Top