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Binary: Rivelazione britannica

A Padova, il 7 giugno scorso, sul palco del Gran Teatro Geox si compiva il ritorno, a distanza di tre anni, dei Marilyn Manson. Ad aprire le “macabre danze” ci hanno pensato loro, i Binary, giovane band britannica con all’attivo, per ora, solo 2 singoli, ma le cui aspettative sono elevate. Il quartetto, indicato da NME come uno dei cento nomi più caldi del 2012, ci rivela come è nato, come è arrivato a Manson e cosa dobbiamo aspettarci.

Parliamo subito della vostra musica: rispetto a “Prisoner”, “Modern Man” dimostra l’evoluzione verso un suono più poderoso ed industrial. Che ruolo ha avuto il produttore Sean Beavan nella ricerca di queste sonorità?
Sean ha sicuramente esaltato sonorità piú abrasive nel mixaggio del pezzo, portandolo esattamente nella direzione che volevamo. “Modern Man” è stato prodotto da David e abbiamo speso molto tempo cercando di trovare il giusto suono per le chitarre e per riuscire a combinare al meglio sonorità rock con sonorità più elettroniche. Sean è stato fondamentale nella fase finale di mixaggio riuscendo a le nostre intenzioni al primo ascolto.

Finora ci sono solo due singoli di cui parlare ma le voci sono che avete materiale pronto per fare un LP. Dobbiamo aspettarci un prodotto in linea con il singolo “Modern Man” o qualcosa di più variegato?

Non so chi abbia messo in giro questa voce, però tutti ci chiedono di questo LP… comunque ora come ora ci stiamo concentrando principalmente su due aspetti, scrivere nuovi pezzi e suonare live. Vogliamo avere più materiale possibile da cui poter scegliere. Poi presentare i pezzi live in anteprima è sempre un ottimo modo per capire se il pezzo funziona oppure no. Come sonorità siamo ancora alla ricerca della nostra, anche se l’idea di fondo sarà quella di combinare atmosfere più aggressive, cupe con melodie più pop. Ci piacciono i contrasti!

Ascoltando “Modern Man” non si può non avvertire qualcosa dei primi Filter di “Short Bus”, degli Stabbing Westward dell’omonimo album, dello stesso Manson nella sua veste più morbida. Quanto hanno influito nella formazione del vostro gusto le band immortali o anche le meteore che in misura diversa hanno comunque costruito nell’industrial una parte importante del loro suono?
Sicuramente la ricerca sonora e il “copiare” da i grandi maestri è uno dei primi passi per poter creare qualcosa di nuovo. Siamo molto contenti che per la prima volta non ci abbiano paragonati a gruppi come Joy Division, Interpol o White Lies (che amiamo profondamente, ma che sentiamo lontani dalle sonorità di “Modern Man”). Comunque i gruppi che hai nominato insieme a gruppi come NIN, Smashing Pumpinks, MBV, Depeche Mode, Swervedriver, Radiohead ci hanno portato ad amare suoni fra l’elettronica, l’industrial e lo shoegaze che si riflettono nel nostro modo di scrivere.

I Binary sono una startup promettente nel genere e possono sicuramente dare molto in prospettiva. Come vi siete fatti strada, che percorso avete perseguito? Abbiamo intrapreso il classico percorso del farci le ossa suonando il più possibile in giro, del guidare il furgone per 6 ore e magari suonare davanti a 5 persone ecc. insomma il metodo “old school”.

Si può dire che il Regno Unito sia un background favorevole e aperto a nuove sonorità e alle novità?
Il Regno Unito è sicuramente una fucina di nuova musica e nuovi gruppi, le novità però in quanto tali non sempre riescono a imporsi da subito, ci vuole tenacia per poterle farle emergere. [PAGEBREAK]

Che effetto vi ha fatto essere scelti come supporter dei Marilyn Manson? È stata davvero un’emozione indescrivibile, perché ci siamo ritrovati sbalzati su un palco enorme con migliaia di persone davanti e soprattutto accanto a una leggenda della musica come Manson.

Come siete stati selezionati e scelti?
Tramite la collaborazione con Sean Beavan, si è stabilito un ottimo rapporto fra noi e lui, e quindi quando abbiamo scoperto che Manson stava arrivando in Europa per una parte del suo tour ci siamo messi in contatto con Sean, che a sua volta ha contattato Manson in persona facendogli ascoltare un po’ di materiale e deve essergli piaciuto!

Come vi immaginate tra un anno?
Non so cosa succederà fra un anno, ma, un anno fa, abbiamo fatto il nostro primo concerto a Bristol davanti a 4 persone, senza scherzi.

Sarete pronti per un tour internazionale da headliner?
Questo dipende da come reagirà il pubblico ai nostri pezzi, non vogliamo forzare i tempi.

Come avete trovato l’accoglienza del pubblico italiano a Padova?
Padova è stata sicuramente la città più calda (in tutti i sensi) dove abbiamo suonato. In Olanda il pubblico è abbastanza freddo e in Francia… lo sappiamo tutti come sono i francesi!

Siete soddisfatti della vostra performance o se tornaste indietro vorreste cambiare qualcosa?
Siamo rimasti contenti della performance, magari se tornassimo indietro ci porteremmo da casa un tecnico luci…

Per concludere ecco la nostra domanda one louder e se volete essere anche voi a 11 dovete rispondere alla voce dell’impertinenza. Dacci il tuo parere sincero sul Brian Warner di oggi.
Il Brian di oggi è un artista che ha segano profondamente la musica moderna che prova per l’ennesima volta, dopo 3 anni, a far parlare nuovamente di sé. Penso sia molto difficile poter creare qualcosa di non visto dopo tanto tempo, però Manson è un artista da stimare molto, una persona davvero intelligente.

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