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Bisogna registrare in Tribunale un blog?

Internet ha portato una considerevole crescita del giornalismo, sia in termini di strumenti che di offerta.
I blog sono diventati il mezzo per divulgare informazioni ed idee. Ma, a fronte di un sempre più esiguo gruppo di persone che vorrebbe la rete libera da controlli e garanzie, tutti ci siamo accorti che anche il giornalismo online ha bisogno di regole.

In proposito, una recente ordinanza emessa dal Tribunale di Milano il 21 giugno 2010 ci offre l’occasione per chiarire definitivamente se il blog vada registrato o meno. E, senza tanti preamboli, vorremmo entrare subito nel nocciolo della questione.

Ormai è evidente che l’attività giornalistica può realizzarsi non solo attraverso la carta stampata, ma anche la rete internet. Sembra un concetto banale, ma c’è stato bisogno di una sentenza per chiarirlo. Non vi sono ostacoli, quindi, almeno in teoria, per creare su internet un giornale vero e proprio, come i periodici stampati.

Non per questo, tuttavia, ogni blog deve essere necessariamente considerato un giornale o richiede tutti gli obblighi a cui soggiacciono i giornali.
Infatti, chi svolge attività giornalistica a mezzo di blog internet è libero di scegliere se registrare o meno la testata (la registrazione avviene presso la cancelleria del Tribunale nella cui circoscrizione deve essere effettuata la pubblicazione).
Tuttavia bisogna sapere che:

1. Solo il blog registrato può godere delle sovvenzioni previste dalla legge 7 marzo 2001 n. 62.

2. Solo il blog registrato può godere dei benefici costituzionali disposti nei confronti della stampa. Così, il sequestro del blog registrato (così come del giornale stampato) può aver luogo solo per atto motivato della autorità giudiziaria e comunque nei casi di orgenza, salvo convalida ad opera della stessa. Questo perché la registrazione implica una serie di garanzie per il pubblico come la comunicazione l’indicazione del direttore responsabile, il luogo di pubblicazione, ecc.
Di converso, il blog non registrato non può invocare la garanzia dell’art. 21 Cost. per esimersi dal sequestro nel caso di lesione di diritti di terzi.

3. La sola registrazione in Tribunale non consente al blog di essere considerato una testata giornalistica. È necessario infatti che il prodotto da esso realizzato possa considerarsi effettivamente giornalistico.
Pur non esistendo una definizione normativa di attività giornalistica, la Cassazione ritiene sussitere il giornalismo quando vi è: 1) la raccolta, il commento e l’elaborazione di notizie (attuali) destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale; 2) l’elemento della creatività, la tempestività di informazione.

4. Al blog non registrato non si applica l’aggravante della “diffusione a mezzo stampa” e le conseguenti e più gravi sanzioni previste dalla legge 47/1948 per i prodotti editoriali cartacei. Si applica invece l’aggravante dell’uso del mezzo di pubblicità.

5. Il direttore di un giornale online non risponde a titolo di colpa per omesso controllo su quanto pubblicato nel suo sito. Egli quindi non è responsabile del reato di cui all’art. 57 cod. pen. Questo è l’orientamento di una recentissima sentenza della Cassazione. A riguardo, tuttavia, sono state presentate diverse proposte di legge per estendere la portata dell’art. 57 c.p. anche al giornale telematico.

6. I semplici forum on line non sono parificati ad un giornale online. Il fatto che i messaggi e gli interventi siano pubblici e visionabili da chiunque, non costituisce motivo valido per assimilare il forum ad un prodotto editoriale, sia pure ad un giornale online.

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