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Björk in concerto a Roma per Luglio Suona Bene 2015, report live e scaletta

L’Auditorium Parco della Musica di Roma ieri sera, 29 luglio 2015, ha ospitato la cantante e artista islandese Björk nell’ambito del Luglio Suona Bene 2015.

Vulnicura” è il titolo del suo ultimo lavoro, l’ottavo in studio, uscito a marzo dello scorso anno, ma diffuso illegalmente già a gennaio. È un album che affronta il dolore dell’artista nel superare la separazione con il suo ex marito e padre dei suoi figli. Un percorso di sofferenza, ma anche di cura attraverso l’attenta e spontanea riflessione dei propri sentimenti. Un disco sensibile come un fiore, ma forte come un albero secolare. Consapevole e intimo.

Sul palco, alle 21:00 precise, Björk fa il suo ingresso sul palco in un lungo ed elegante abito rosso, affiancata da un’orchestra di archi di quindici elementi e da Haxan Cloak ai suoni elettronici.

Appena inizia a cantare sulle prime note di “Stonemilker” si sprigiona un incantevole senso di dolcezza. La voce di Björk, giunta ormai ai suoi cinquant’anni di vita, si muove nell’aria con la stessa libertà di un tempo, ma con più maturità; sa essere flebile e morbida, alta e dirompente. Come un’aurora boreale è uno spettacolo unico per i suoi colori e le sue forme.

La scelta della scaletta prosegue seguendo le tracce dell’album e quindi si passa a “Lionsong” e “History Of Touches”.

Gli accorgimenti elettronici di Haxan Cloak si uniscono con raffinatezza alle pacate esecuzioni orchestrali creando l’equilibrio sonoro perfetto per veicolare il vissuto emotivo dell’artista. Da una parte l’orchestra ad archi, il cuore ferito, sensibile e sofferente; dall’altra i circuiti elettronici della mente che si posa con attenzione sui ricordi e sulle emozioni.

L’esecuzione di “Black Lake” è struggente e commovente, il pubblico ascolta assorto questi dici minuti di confessione a cuore scoperto e anche chi non riesce a comprendere il testo è commosso perché c’è la musica a parlare: un’alternanza di melodie, battiti elettronici e affilati accordi di violino.

Dopo “Family” e “Notget”, ancora dall’ultimo lavoro, Björk propone una splendida versione orchestrale riadattata di “Come To Me” da “Debut”, il primo album.

Sul grande schermo posizionato dietro i musicisti scorrono le immagini di insetti immersi nelle azioni che tipicamente attribuiamo all’intimità della famiglia: figliano e si accoppiano intrecciandosi come uomini e, come noi, sembrano preda di forti passioni. Tra i video presentati anche i più recenti esposti alla mostra dell’artista al MoMa di New York.

Il concerto prosegue con una serie di brani tratti dagli album precedente: “Pleasure Is All Mine”, “I See Who You Are”, “Harm Of Will” e “All Neon Like” per poi tornare con “Quicksand” al più recente lavoro.

Tra una canzone e l’altra Björk ringrazia sempre con un gentile “grazie” e un piccolo inchino seguito dal forte applauso del pubblico.

Per l’ultimo brano, le prime file del parterre, non resistendo più, si alzano dalle sedie e si accalcano sotto al palco per ascoltare da vicino l’elettrica e viscerale “Mutual Core” arricchita da spettacolari fuochi d’artificio e fiamme pirotecniche. Dopodiché, Björk saluta e, velocemente, se ne va.

Il concerto è stato intenso e Björk impeccabile. Una sapiente tessitrice di armonie vocali dal timbro unico ed espressivo.

Poter accompagnare l’artista nelle sue più intime sofferenze e nel suo percorso interiore di cura attraverso la sua musica e la sua arte ha permesso a chi ne ha compreso il senso di vivere un’esperienza che trascende il concerto in sé.

È durato poco, ma forse non sarebbe bastato neanche il doppio del tempo.

 

Scaletta del concerto di Björk a Roma per Luglio Suona Bene 2015:

Stonemilker
Lionsong
History of Touches
Black Lake
Family
Notget
Come to Me
Pleasure Is All Mine
I See Who You Are
Harm of Will
All Neon Like
Quicksand
Wanderlust
Mouth Mantra

Encore:
Mutual Core

 

Foto: facebook.com/bjork

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