Home > Recensioni > Björk: Volta
  • Björk: Volta

    Björk

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Elettricità statica

Dopo due lavori controversi come “Medúlla” e “Drawing Restraint 9″, che hanno polarizzato radicalmente le opinioni degli ascoltatori, l’ultimo disco di Björk potrebbe strappare dei “carino” un po’ a tutti. E ciò è male: per dirla in un altro modo, “Volta” fatica a suscitare reazioni forti. È scontato precisare che si tratta di un prodotto di alto livello, che trasuda personalità, confezionato in modo ineccepibile, a partire dal packaging fino alla raffinata produzione a cui collaborano Mark Bell e Timbaland. Già, proprio lui. Il team si esibisce in una prova sufficientemente sperimentale, sporcando i beat, confondendoli tra fiati e percussioni, donando a “Volta” – ed è questa la reale novità – un calore, una consistenza terrena e una rotondità da world music mai riscontrati in un disco di Björk. I testi, che individuano sia nelle sfide interiori che nelle umane urgenze di emancipazione una comune scintilla dell’energia che anima il mondo, sono veicolati attraverso melodie raramente complesse, a tratti involute: l’ispirazione fluisce a corrente alternata, tra picchi di assoluto pregio, momenti un po’ piatti e virtuosismi ingombranti; persino gli attesissimi duetti con l’onnipresente Antony Hegarty, per quanto riusciti, sembrano mancare di qualcosa di decisivo, di ciò che li avrebbe potuti rendere autentiche pietre miliari. Il disco giunge al termine senza mai inciampare in modo pericoloso (salvo forse con “Declare Independence”, una mazzata vagamente digital hardcore che non c’entra nulla e che colpisce senza preavviso: finalmente!), ma accumulando una serie di piccole scalfitture che ne incrinano l’immagine complessiva; sarebbero ben più graditi degli errori veri, degli emozionanti scivoloni da grattacapo. Nonostante ciò, “Volta” rimane un ottimo antidoto agli intellettualismi dei dischi precedenti, e non può che fare la felicità di chi desideri godere del talento di Björk in un contesto più accessibile e diretto. C’è sempre “Post”, comunque, per la cronaca.

Scroll To Top