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Il Festival Internazionale del Film di Roma 2014 presenta nella sezione Gala “Black and White” di Mike Binder: il protagonista è Kevin Costner (che nel pomeriggio ha incontrato il pubblico dell’Auditorium) nei panni di un avvocato che, dopo la morte della figlia e più tardi della moglie, si trova a vivere da solo con la nipotina di sette anni Eloise (Jillian Estell).

La bambina ha un padre con la pelle nera, Reggie (André Holland), che soffre di dipendenza dalla droga e non si è mai occupato di lei. La nonna paterna Rowena (Octavia Spencer) non accetta però che Eloise cresca in un ambiente bianco e vuole chiederne l’affidamento.

La sceneggiatura, scritta dallo stesso Mike Binder, imbastisce un dramma familiare convenzionale ma tutto sommato convincente, nel quale ogni elemento tematico e narrativo – i momenti di tenerezza tra nonno e nipote, la commozione, la riflessione sulle differenze di pelle e di appartenenza sociale – è calibrato con la massima attenzione.

Kevin Costner interpreta il suo personaggio con quella recitazione sobria, rilassata ma indiscutibilmente capace di attirare su di sé ogni sguardo che abbiamo imparato ad amare fin dagli anni 90. E se il film risulta gradevole, malgrado i molti passaggi prevedibili, è soprattutto merito suo.

“Black and White” è un progetto che stava davvero a cuore all’attore, tanto da decidere di produrlo, come ci ha raccontato questa mattina, tirando fuori i soldi dalle proprie tasche. Il distributore italiano c’è già, è la Good Films: se siete fan di Kevin Costner e non disdegnate il cinema americano sentimentale con sfumature di impegno civile, andate al cinema senza timore.

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