Home > Recensioni > Black Sea

Il desiderio di rivincita può essere a volte pericoloso, e farci scendere nei più profondi abissi dell’animo umano. Proprio come accade a Robinson, interpretato da Jude Law, capitano di sommergibili licenziato dalla sua società di recupero relitti proprio dopo aver affrontato un divorzio difficile. Lui ha infatti l’informazione giusta: nelle profondità del Mar Nero giace ancora, dal 1941, un sommergibile tedesco al cui interno si nasconde un tesoro in lingotti d’oro del valore di diversi milioni di sterline. Raduna così un equipaggio di fortuna e, a bordo di un sommergibile ancora più di fortuna, si immergerà per tentare di recuperarlo.

Black Sea” di Kevin Macdonald è assieme un’emozionante storia d’avventura, che a tratti richiama il genio di Jules Verne, e un’inquietante introspezione psicologica: cosa può arrivare a fare l’uomo quando si ritrova in una situazione di estrema tensione, con parecchio da vincere ma anche tanto, e perfino la vita stessa, da perdere? La tensione è tutta lì, nello scoprire, man mano, cosa c’è dietro alcuni dei personaggi. E questo gioco – una tortura anche per lo spettatore – è reso perfettamente. Per il resto, anche un buon film d’azione, con qualche perdonabile difetto di regia e la volontà, comunque, di rimanere un film di genere e di cassetta.

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Contro

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