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Keep On Riding

I Black Star Riders sono nati l’anno scorso, quando l’ultima line-up dei Thin Lizzy ha deciso di registrare nuovo materiale, ma non ha voluto usare lo storico nome, sotto il quale non sono mai usciti album inediti dopo la morte del leader originale Phil Lynott.
Musicalmente tuttavia c’è assoluta continuità: la band propone sempre quel solido hard rock che ne fece ai tempi la fortuna, permettendosi magari di accentuare un po’ le influenze folk irlandesi in alcuni brani.
La produzione di qualità e il sound fresco ci lasciano con l’interrogativo di cosa sarebbero potuti essere i Thin Lizzy oggi e l’effetto amarcord è, come sempre, dolce/amaro.

I BSR fanno due scelte che meritano rispetto. La prima è quella di portare avanti l’eredità storica dei Thin Lizzy e proporre nuovo materiale, al posto di limitarsi a comodi tour di solo repertorio storico (piacevoli anche quelli, beinteso). La seconda è quella di farlo sotto un altro nome, senza sfruttare la memoria di Lynott su del materiale non suo. L’album nel complesso è un buon lavoro, manca forse di pezzi memorabili a livello di classici come “Cold Sweat”, ma in momenti come “Bound For Glory” i cavalieri della stella nera sanno suscitare l’entusiasmo nei fan.

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Contro

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