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Chitarre e tastiere a Montreal

Chi sono i Blackguard? È presto detto: sono una band proveniente dal Canada francese che militava inizialmente sotto il nome di Profogus Mortis, ma che poi ha scelto di rinnovare il proprio sound e di partecipare al MySpace Band Contest dell’etichetta Nuclear Blast, la major del metal europeo, uscendone vincitrice. La formazione ha supportato band importanti durante la propria gavetta e ora pubblica questo primo disco, che di quelle influenze probabilmente risente.

La proposta musicale, ottimamente suonata, è un power metal a tratti tirato all’estremo con pesanti aggiunte di tastiere che a volte suonano vagamente folk, ma soprattutto creano tantissima melodia. Sarebbe preferibile che gli abitanti del Nord America, statunitensi o chi per essi, lasciassero in pace le sonorità folk tipicamente europee: quello che viene fuori è a rischio di pacchianeria. Sopra ogni cosa comunque, troneggia il growl del cantante Paul Ablaze. Ma no, va detto subito, non sono dei cloni dei Children Of Bodom dei tempi di “Hatebreeder” – “Follow The Reaper”, fatta eccezione per la settima traccia intitolata “Cinder” e per qualche altro passaggio sospetto. La personalità fa spesso capolino e il disco non è neanche così orecchiabile come potrebbe sembrare dal singolo “This Round’s On Me”, abbastanza scialbo. Gli assoli sono sempre piacevoli e musicali e alcune tracce si elevano sopra le altre, come l’introduttiva “Scarlet To Snow” dalla vincente chitarra solista, e l’irata “I Demon”. Nel disco è diffuso il “sentore” che da qualche parte tra le note ci sia l’ispirazione per riciclare al meglio i cliché del genere e andare magari oltre, ma c’è ancora un po’ di confusione in questo.

“Profogus Mortis” è un prodotto gradevole. È pertanto il caso di promuovere per ora questi Blackguard e appostarsi al varco in attesa della loro prossima release, che dovrà dimostrare che gli spunti per un sound maturo e coeso, già presenti in questo album, abbiano trovato la giusta alchimia per fare il grande salto.

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