Home > Recensioni > The Blacklies: Kendra
  • The Blacklies: Kendra

    ElektroLized Music / audioglobe

    Data di uscita: 18-01-2012

    Loudvision:
    Lettori:

The Blacklies sono un gruppo toscano nato da un’idea primordiale di Francesco Thomas Ferretti (voce, piano, synths) e del batterista Salvatore Labella. Il genere a cui decidono di dedicarsi è una mistura di rock alternativo potente e sana elettronica, dove le liriche vengono trasmesse puramente in lingua inglese e trattano la storia di un giovane hacker che inventa un virus per combattere il sistema. “Kendra”, appunto.

I dodici pezzi si dimenano tra ballabilità e sprazzi di forte energia, con rare eccezioni (“Photograph” ad esempio è più pacata e romantica).
Le linee di basso sono il punto focale delle canzoni, su cui tutto il resto si erige in maniera tecnicamente impeccabile; le chitarre tendono al metal in “Scarlet” e al rock odierno in “Duel”.
La voce maschile è spesso distorta dagli effetti elettronici e talvolta rievoca Ola Salo.

I Blacklies non apportano alcunché di totalmente innovativo sulla scena alternativa italiana, ma sicuramente sfornano un disco apprezzabile da chiunque segua il genere. Sicuramente ancor più apprezzabile è il concetto della storia che si sviluppa lungo il percorso sonoro.
“Upon My Skin” è uno dei brani a mio avviso meglio riusciti, sarà che pompa e carica abbestia, sarà che gli arrangiamenti vanno bene così come sono.
Alziamo inoltre il cappello per la pronuncia dell’inglese, che mica son scherzi quando si tratta di italiani.

Pro

Contro

Scroll To Top