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  • Blaze: As Live As It Gets

    Blaze

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Vivi per davvero

Questo “As Live As It Gets” mostra quello che probabilmente è il lato migliore, il concerto, di una band nella quale pochi, nel 2000, avrebbero scommesso un centesimo. Fedele al concetto secondo il quale è proprio quando il gioco si fa duro che i duri iniziano a giocare, sedotto e abbandonato da niente popò di meno che gli Iron Maiden, Blaze Bayley ha dato vita alla sua band, i Blaze, con cui ha pubblicato tra il 2000 e il 2002 due studio album, “Silicon Messiah” e “Tenth Dimension”, ottenendo pareri positivi da pubblico e critica internazionale. In poche parole negli ultimi anni Blaze è artisticamente rinato e ci sembra giusto celebrare questa nuova “esistenza” del cantante inglese registrando alcuni concerti tenuti in Svizzera e Regno Unito al fine di pubblicare un CD-live che ricapitoli i passi pi? importanti della sua carriera presente e passata. Accanto a pezzi originali della band come “Kill & Destroy”, “Stare At the Sun”, “Tenth Dimension” o “Identity” (una delle migliori del song-book marchiato Blaze), potremo infatti trovare anche accenni a “quello che fu” con Wolfsbane e Iron Maiden. Proprio dal repertorio di quest’ultima band viene riproposta quella che probabilmente è il capolavoro della Vergine di Ferro Blaze Bayley-era, “The Sign Of The Cross”, eseguita dai Nostri in maniera accurata e lodevole. Sempre dei Maiden potremo ascoltare l’efficace “Futureal” e “Two Worlds Collide”, ma quest’ultima poco diceva sullo scarso “Virtual XI” e poco continua a dire anche su questo disco dal vivo. C’è poi anche “Virus”, la segnaliamo per puro dovere di cronaca. Sorpresa: manca “Man On The Edge”, primo singolo di Blaze con i Maiden, vattelapesca perché. I Blaze ci propongono anche la propria versione (“bastardizzata”, come la chiamano loro) di “Dazed And Confused” dei Led Zeppelin. In verità viene facile pensare che nemmeno i Nostri pensassero di dare alle stampe con questo brano qualcosa di più di un tributo fatto da fan, senza alcun’altra velleità. Bayley dal vivo dà tutto sé stesso, le sue performance live trasudano passione e potrà piacere o no ma il ragazzo dimostra di esserci. Il classic metal dal taglio moderno delle sua canzoni è molto efficace, coinvolgente, ben suonato e ben prodotto (degno di nota il suono di questo lavoro, grande Andy Sneap, ma i maliziosi sono già pronti a dire “troppo” buono). A tutto ciò aggiungiamoci un’agguerrita e preparata band che riesce a sostenere il proprio front-man negli album in studio, nei concerti e soprattutto nella non facile impresa di affrancarsi dallo scomodo ruolo di “ex-cantante dei Maiden” e conquistare un’autonoma identità professionale. A questo punto non resta che godere dell’atmosfera viva, pulsante, che si respira in queste 18 tracce e consigliare questo “As Live As It Gets” anche a coloro i quali, scettici, si siano persi le prime due pubblicazioni inedite del simpatico cantante inglese e rispettiva band.

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