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  • Blaze: Blood And Belief

    Blaze

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Rabbia e passione, Blaze ruggisce

Sia lodato il signor Steve Harris, che un bel giorno ha deciso che era il caso di tornare sui suoi passi e accettare il ritorno di Bruce Dickinson tra gli Iron Maiden. Non solo in questo modo la Vergine di Ferro, almeno dal vivo, è tornata ai fasti di un tempo, ma il mondo del metal ha anche guadagnato un artista di spessore apprezzabile. Il Blaze Bailey che stretto nell’ingranaggio Iron Maiden ne era stato schiacciato è oggi un artista maturo e arrabbiato abbastanza da dare alla luce lavori che qualitativamente (e non stiamo bestemmiando) superano anche quelli dei suoi ex-compagni di viaggio. Insomma, si ripete quanto era accaduto con Bruce Dickinson che, stanco e con la voce allo stremo, una volta fuori dai Maiden si era ricaricato al punto da pubblicare due album dal valore assoluto. E forse non è un caso che “Blood And Belief”, terza fatica dei Blaze dopo gli apprezzati “Silicon Messiah” e “Tenth Dimension”, stilisticamente guardi per molti versi proprio al Dickinson solista, soprattutto quello più hard rock e oscuro di “The Chemical Wedding”. Non siamo a quei vertici, ma poco ci manca. Alla ricerca di un sound più immediato e grezzo, Blaze si affida al riffing tagliente e solido (ma quasi mai scontato) della chitarra di Steve Wray. La sua voce poi evidenzia una crescita notevole sul piano dello spessore e dell’espressività. Se si eccettua la troppo monolitica “Hollow Head”, il lavoro colpisce tutti i bersagli, dal primo all’ultimo. Dall’apertura possente di “Alive”, passando per l’incedere aggressivo di “Ten Seconds” e la title track dalle molteplici anime “Blood And Belief”, fino alla splendida chiusura dolceamara di “Soundtrack Of My Life”.

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