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Blind Fool Love: Lasciate perdere i vampiri

In occasione dell’uscita del loro primo album “La Strage Di Cupido” abbiamo intervistato i Blind Fool Love.
Il giovanissimo trio toscano, capitanato da Tommaso Sabatini, si è formato nel 2005 e in questi anni si è dato molto da fare pubblicando diverse canzoni, curando la musica quanto l’immagine e guadagnandosi molti consensi ed apprezzamenti.
In questo album è possibile trovare i loro brani più celebri e diversi inediti.
Ecco cosa ci hanno detto nel giorno stesso dell’uscita del disco.

Oggi esce il vostro album. Finalmente dopo tanto lavoro. Siete emozionati?
Siamo eccitati perché è il primo nostro vero album. Prima dell’estate è uscito l’ep “Il Pianto” e con questi tre pezzi nuovi abbiamo completato il nostro progetto. Siamo contenti e soddisfatti, speriamo cha vada bene.

Come è andata la produzione e la registrazione? È il primo album ma non si tratta della vostra prima esperienza a livello professionale.
Per quanto riguarda la produzione posso dire che abbiamo già diverse esperienze alle spalle. Ho allestito uno studio di registrazione a casa mia dove facciamo le pre-produzioni e quindi abbiamo dimestichezza con le registrazioni. Chiaramente nel caso dell’album abbiamo fatto un lavoro più approfondito. Abbiamo speso molto tempo per la ricerca dei suoni e la registrazione principale è stata fatta in uno studio professionale a Milano. Le parti vocali, gli archi e l’orchestra invece le abbiamo registrate nello studio del nostro produttore a Lucca. Il missaggio è stato fatto in un terzo studio sempre di Milano. Siamo molto pignoli e non smettiamo di lavorare su un’idea finché non abbiamo ottenuto ciò che vogliamo.

Sappiamo che dietro ai testi e all’artwork ci sei tu, Tommaso. Da dove hai tratto ispirazione?
Sia l’artwork che le foto dell’album sono strettamente legate alla musica. In questo caso ho scelto un’immagine ottocentesca che richiama le sonorità de “La Strage Di Cupido”.
L’ispirazione per la nostra musica viene principalmente dal rock e dalla musica sinfonica. Ci ispiriamo a queste sonorità per creare qualcosa di nuovo, di moderno. Non vogliamo legarci troppo al passato o fare qualcosa di nicchia. La musica di questo progetto vogliamo che venga ascoltata da tutti.

La vostra musica è molto moderna e spazia tra diversi generi. Puoi raccontarci uno dei vostri momenti creativi?
Personalmente non ho l’abitudine di scrivere una canzone dopo l’altra puntando sulla quantità. Quando ho diverse idee cerco di svilupparne una per volta in modo approfondito, come se ogni canzone fosse un singolo.
Solitamente io mi presento in sala prove con l’idea di un testo e di una musica poi ci lavoriamo sopra tutti insieme.

Che musica ascoltate di solito?
TOMMASO Io ascolto un po’ di tutto ma amo la musica più sinfonica. Mi piace sentire le note. Ultimamente sto ascoltando molto metal, in particolare i gruppi che hanno una forte sonorità sinfonica e che si ispirano alla musica classica.
PIERO Ultimamente sto ascoltando molta musica anni ’60, anche italiana, che finora non avevo considerato molto.
MARCO Sto ascoltando molta radio e mi piace trovare delle idee o degli spunti interessanti da generi completamente diversi, come il pop, l’hip hop o l’r’n’b.
[PAGEBREAK] La band è nata nel 2005 ed il primo successo l’avete ottenuto con “Vampiro” nel 2009…
Questo progetto l’abbiamo preso subito sul serio. L’idea è nata da me e Piero che abitavamo nello stesso paese e quindi ci trovavamo spesso a suonare insieme.
Dopo l’arrivo di Marco alla batteria ci siamo messi a lavorare a pieno ritmo e abbiamo fatto uscire il singolo “Vampiro”. Questa canzone è l’ho scritta a sedici anni e si sente che è un pezzo più “infantile” rispetto ad altri. L’abbiamo fatta uscire cavalcando l’interesse per il tema dei vampiri che dilagava due anni fa. Questo è stato un bene ma anche un male perché molti ci hanno legato a quel genere che però non ci appartiene. In Italia sembra che si debba mettere delle etichette a tutti i costi ma credo che non sia del tutto giusto. Così facendo si creano dei pregiudizi e si limita l’azione di una band. Nell’album si sente che “Vampiro” è un brano a se stante, con un testo specifico. Gli altri brani non hanno nulla a che fare con quelle tematiche.

In questo album comunque ci sono sia le canzoni del vostro esordio che quelle nuove quindi si ha la possibilità di conoscervi a pieno.
Si direi che ascoltando le canzoni che ci sono nell’album ci si può rendere conto del lavoro fatto in questi anni. Mettendo a confronto “Vampiro” con “La Strage Di Cupido” si sente l’evoluzione della band, sia a livello compositivo che a livello dei testi.
Abbiamo incluso anche “La Canzone Della Guerra” che prima si chiamava “Ninna Nanna” ed è il nostro primo brano, pubblicato on line nel 2007.

Quali sono i vostri impegni futuri?
Ora inizieremo un tour di promozione nelle Fnac di diverse città italiane. In questi appuntamenti suoneremo in versione semi acustica. A Milano ad esempio suoneremo il 6 ottobre.
Poi questo inverno partirà il tour vero e proprio nei locali.

Vuoi dare qualche consiglio alle giovani band che cercano di emergere nel difficile panorama musicale italiano?
Molti ragazzi credono che siano fondamentali i talent show ma io credo che una band dovrebbe farsi molta promozione da sola, usando bene gli strumenti offerti da internet per farsi conoscere il più possibile. L’ideale sarebbe anche suonare spesso ed in posti diversi ma questo chiaramente è più difficile da fare.
Inoltre credo che sia meglio puntare sul cantato in italiano piuttosto che in inglese, perché tanto all’estero si accorgono se la tua pronuncia non è perfetta e non ti ascoltano perché non sei credibile.

Vi salutiamo e buona fortuna per il vostro primo album!

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