Home > Recensioni > Blind Guardian: Battalions Of Fear
  • Blind Guardian: Battalions Of Fear

    Blind Guardian

    Loudvision:
    Lettori:

Guardian, guardian, guardian of the blind!

L’inizio del mito.
Dopo due demo, il cui secondo portava proprio lo stesso titolo di quest’album, i Blind Guardian arrivano al debutto discografico, che tra l’altro segna il nascere del prestigioso sodalizio con una major inusuale per i metal kids come la Virgin Music. Altra caratteristica fondamentale e duratura che vede le proprie origini con questo disco è la lineup: dopo qualche assestamento alla chitarra ritmica e alla batteria, i Blind Guardian si dimostrano anche da questo punto di vista un gruppo stabilissimo, mantenendo la stessa formazione per 15 anni.
L’unico ambito in cui non si può parlare di continuità è proprio il contenuto musicale degli album targati dai bardi di Krefeld. Se, infatti, a partire dagli anni ’90 il sound del gruppo diverrà ampiamente riconoscibile, gli esordi pagano ancora un forte dazio ai compagni Helloween. Non si può parlare dunque ancora di epicità e potenza, in quanto sono la velocità e il ritmo a dominare anthem quali “Majesty” (ancora oggi richiestissima dal vivo), “Guardian Of The Blind”, “Wizard’s Crown” e “Run For the Night”, giusto per citare i più riusciti. Ma il metronomo umano Thomen Stauch non abbassa i ritmi neanche durante le strumentali “Trial By The Archon” e “By The Gates Of Moria”. Questi nomi, così come quello di Gandalf, non potranno che richiamare alla mente di tutti come i Blind Guardian siano da sempre legati a doppia mandata con i temi narrati da JRR Tolkien nelle sue opere, altro elemento di forte continuità che si può aggiungere a quanti precedentemente citati.

Scroll To Top