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  • Blind Guardian: Follow The Blind

    Blind Guardian

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Evitabile, se non per fini collezionistici

A un anno di distanza dal debutto “Battalions Of Fear” arriva la conferma “Follow The Blind”. Nel frattempo i cambiamenti e le evoluzioni, se pur sottili, ci sono stati e danno adito a discussione. Tanto per cominciare, è immediato rilevare una produzione più potente e adeguata ad un album heavy metal. Quello che manca, per contro, è il songwriting: la sola osservazione dei 29 minuti di nuova musica è già di per sé significativa, senza aggiungere che la tracklist è composta anche da una bella introduzione atmosferica e ben due cover.
Di fronte a tale risparmio di risorse, anche l’evoluzione vocale di Hansi Kursch sembra in qualche modo sprecata a cantare “Barbara Ann”. Per quel che si può verificare, comunque, è innegabile che il singer Hansi abbia compiuto il primo passo verso la personalizzazione del proprio stile, così come il fatto che la band non sia ancora legata fortemente allo speed helloweeniano fine a se stesso. È un peccato, allora, che le uniche canzoni di un certo spessore siano “Banish From Sanctuary” e “Valhalla”, con questa seconda che trova una notevolissima valorizzazione nella versione live.
Sostanzialmente, dunque, passo avanti di una gamba e indietro dell’altra, tanto che l’inevitabile squilibrio poterà presto a cambiare decisamente registro.

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