Home > Recensioni > Blind Guardian: Imaginations From The Other Side
  • Blind Guardian: Imaginations From The Other Side

    Blind Guardian

    Loudvision:
    Lettori:

Irraggiungibile

Il capolavoro.
Sì, perché visto e considerato, a posteriori, l’impatto live delle canzoni contenute su questo disco ed esaminata la natura delle successive esperienze in studio della band, non si può che etichettare “Imaginations From The Other Side” come il capolavoro dei Blind Guardian.
Questo è un disco in cui i bardi ancora non si perdono nella miriade di intermezzi, arrangiamenti, concept, strumenti, storie, frizzi e lazzi, questo è un disco prettamente metal, potente e dritto al bersaglio, un disco che dall’inizio alla fine non lascia scampo e che sarà immortalato sempre più dallo scorrere del tempo, in ogni suo aspetto, basti pensare che persino per l’artwork è possibile spendere l’aggettivo “meraviglioso”.
Diversamente, poi, non si può dire per un songwriting eccelso sia nei momenti più sinfonici e melodici, che in quelli più tirati e potenti; oppure per una prestazione impeccabile sia a livello ritmico (“I’m Alive”, “Another Holy War” etc.), sia a livello solista, con Hansi Kursch e André Olbrich che sfoderano i più alti livelli di coinvolgente personalità mai provati finora.
E allora, come scegliere momenti di spicco o di calo in una tale raccolta di florida varietà e impeccabile eccellenza? Si potrebbe optare per esaltare l’aggressiva “I’m Alive” oppure la soffusa “Bright Eyes”, riproposta in altra sede anche come ottima versione acustica, o infine l’esaltante “Another Holy War”, per la sua semplice carica. Certo, ma si potrebbe allo stesso modo preferire una delle altre, per ciò che evocano o per ciò che sprigionano, per le ritmiche serrate, per le chitarre parlanti, per il cantanto sofferto, per i cori impetuosi, oppure, fondamentalmente, perché il disco tutto è un meraviglioso vaso di Pandora. E basta.

Scroll To Top