Home > Recensioni > Blood Red Shoes: Water EP

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Scarpette rotte

Laura-Mary Carter non è l’ideale di chitarrista che uno potrebbe avere in mente, né Steven Ansell suona la batteria come Dio, ma i Blood Red Shoes hanno comunque un proprio perché.

Stavolta trattasi di un EP contenente tre canzoni, i.e. “Black Distractions”, “Red River”- probabilmente la meglio riuscita, benché TROPPO simile a qualcosa dei Band Of Skulls- e “Idle Hands”.
L’alternative del duo di Brighton recupera l’assetto di materiale non lavorato, prendendo spunto sia dal grunge di inizi anni Novanta sia dall’hard rock di molto precedente. Il risultato è un assaggio piacevole e intenso, di certo meno impegnativo dell’album “In Time To Voices”.

Chi si era abituato all’indie rock più soft del singolo “It’s Getting Boring By The Sea” (2007) si troverà un po’ spaesato con queste tre tracce in mano: di quello stile ai BRS è rimasto ben poco.
Non vi esalterete ascoltando i pochi minuti propinati, ma non vi lamenterete nemmeno, specialmente se siete fanz.

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Contro

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