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    Blood & Time

    Data di uscita: 01-10-2004

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Bellezza scarnificata e profondamente reale

È la capacità di trasmettere depressione tramite semplici note, trasudanti un calore decadente, e di perseverare su refrain piuttosto complessi all’infinito fa capo a pochi musicisti. Sicuramente, leggendo “Neurot Recordings”, chi legge avrà già avanzato delle supposizioni. Blood & Time è un progetto di Scott Kelly e Noah Landis, rispettivamente chitarrista-cantante e tastierista dei Neurosis.
Sembra che la vena compositiva di questi musicisti si sia riversata radicalmente sul minimalismo e sull’acustico, di recente. “At The Foot Of The Garden”, album psichedelico-acustico, ne esplicita le conseguenze, trascinandosi in slow motion, estendendo il suono di ogni arpeggio in modo esasperato. Può risultare sia eccessivo in questa sua tendenza, sia efficace; non è un disco che si presta all’uso quotidiano, ma orchestra in modo ineccepibile le ritmiche ed il discorso musicale al punto da essere un’eccellente colonna sonora ai momenti di passività più mortificanti. Una musica stinta di qualsiasi cromatura, agonizzante intorno a dolci arpeggi scarnificati di ogni bellezza e riportati all’essenza. I vari, lenti refrain che distillano queste nenie spesso trovano occasione di manifestare una sempre più radicale mancanza di emozione in brevi pause dove il vibrare delle corde viene lasciato spegnersi nel silenzio. Ancora più pregnanti vengono allora ad essere le ripartenze, che stabilizzano il discorso musicale con arpeggi meditativi e regolari, impreziositi da un ritornello di violoncello e da semplici inserti di tastiere. Abbiamo così appena descritto le prime tre tracce; la performance vocale a bassa voce si intona perfettamente all’umore della musica, trascinando i suoni vocalici senza mai esagerare nel gusto, variando lievemente e con astuzia di tonalità per veicolare l’ipnotica danza di una nenia senza renderla ripetitiva. Le note di chitarra acustica continuano piovere durante tutto il disco come segnali di una tristezza difficile da esorcizzare, e alcuni inserti di chitarra elettrica danno quel tocco di psichedelia acida, quel senso di acquietamento e annebbiamento della sensibilità, quelle sfasature elettriche che completano lo spettro emozionale dei Blood & Time.
“At The Foot Of The Garden” è senza compromessi, è di un’omogeneità che spaventa, considerata la natura complessa e conflittuale delle emozioni proposte; questa costanza nella sua qualità è decisamente una nota di merito. Di non facile acquisizione, ma un’opera molto importante nel suo genere, permeata di classe.

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