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  • Bloody Mary: Dig Up For The Party

    Bloody Mary

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L’apparenza non sempre inganna

Se è vero che l’abito non fa il monaco, è anche vero che esiste sempre almeno un’eccezione che conferma la regola. Come nel caso dei “Bloody Mary”, gruppo meneghino nel quale ogni dettaglio è al posto giusto e ricostruisce perfettamente il luogo comune del personaggio dark: capelli cotonati, trucco sul viso e abbigliamento rigorosamente nero.
Nessuna sorpresa nemmeno nelle quattro tracce che compongono l’EP “Dig Up For The Party”. Nonostante si presentino con una cover dei Ramones (“Pet Semetary”, peraltro in una versione che riesce a essere personale pur non snaturando l’originale), i riferimenti principali dei milanesi si racchiudono in una parola: HIM. Seguaci ma non cloni, i “Bloody Mary” dimostrano nei tre inediti le loro abilità nei panni di compositori ed esecutori. Semplici ma efficaci, le melodie sono interpretate da una voce che spesso dà il meglio di sé quando si distacca dai quei tanto amati registri tenebrosi. Le chitarre, ricche di effetti, e la compatta sezione ritmica mettono il resto.
Con “Dig Up For The Party” i cinque compatrioti dimostrano di avere argomenti validi di cui discutere. Ora non resta che attendere le prossime mosse.

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