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    Blugrana

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Parola all’apertura

I Blugrana nascono a Piacenza dalla loro voce: si, perché è Marcello, singer della band, che nel 2003 decide di tirar fuori le canzoni dal cassetto e dare il via al progetto. Un po’ di gnocco fritto e tanti “pisarei e fasol” più tardi, il gruppo pubblica tre EP, l’ultimo dei quali dopo aver ampliato la line-up, portandola alla consistenza attuale.

L’esordio vero giunge il 14 gennaio scorso, con l’album omonimo contenente 11 tracce votate al grunge, per come racconta l’atmosfera uggiosa, malinconica, e le deflagrazioni rabbiose dei ritornelli. In apertura la band assesta un doppio fendente: “Desmael” e “Comemaledire”. Ma, rivoli di stoner esclusi, le tinteggiature ombrose non lasciano spazio a sfaccettature ulteriori, senza con ciò voler svilire la qualità degli interpreti che, comunque, viene fuori.

Si potrebbe dire che quest’album vada corteggiato con perseveranza affinché riveli la sua vera natura. Si potrebbe dire che i testi non sono ispiratissimi e che le rotte Blugrana sono state consumate da imbarcazioni precedenti. E sarebbe tutto vero. Però ciò non rendebbe giustizia ad un disco che è comunque ben suonato, come dimostra la godibilità delle porzioni strumentali e degli assoli, e che nel complesso non dispiace affatto nella sua espressione stilistica.

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