Home > Recensioni > Blut Aus Nord: The Work Which Transforms God
  • Blut Aus Nord: The Work Which Transforms God

    Blut Aus Nord

    Loudvision:
    Lettori:

Estremo, angosciante e disperato

Torna la black metal band transalpina con questo nuovo “The Work Which Transforms God”, ennesimo disperato, nerissimo lamento di morte e devastazione. Le coordinate del sound proposto non si discostano poi molto dalle precedenti releases della band francese, anche se in questa ultima loro fatica possiamo notare una maggior eterogeneità dei pezzi. E allora via con le danze, per farci catapultare in un mondo di sonorità cacofoniche, deprimenti, claustrofobiche e plumbee. I tempi sono lenti, cadenzati (il riferimento a Manes viene spontaneo), come una marcia verso l’oscurità, tremenda e inesorabile che di tanto in tanto ci regala accelerazioni total black (come ad esempio in “The Supreme Abstract”, dove compare una voce piuttosto simile a quella di Attila Csihar) che spezzano la monotonia delle strutture sonore. Dicevamo maggiore eterogeneità anche se, allo stesso tempo, gli episodi di questo “The Work Which Transforms God”, sembrano in alcuni frangenti privi di compattezza e di amalgama, come singoli episodi che attingono da più fonti senza inquadrare un obiettivo comune. Resta comunque, in tutto l’album, quel mood di angoscia e disperazione che fa da filo conduttore alla musica dei Blut Aus Nord e che può regalare agli appassionati del genere, momenti di oscurità davvero intensi. Se in futuro riusciranno ancora di più a mettere a fuoco i loro propositi e le loro perversioni musicali, siamo certi che diventeranno un’entità troppo grossa per non essere presa in considerazione. Sulla buona strada.

Scroll To Top