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  • Bluvertigo: Acidi e Basi

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Prova la vertigine

1995. Mentre il rock targato Italia penetra le classifiche con dischi come, solo per citarne alcuni, “Lacio Drom” (Litfiba), “2020 Speedball” (Timoria) e “Buon compleanno Elvis” (Ligabue), esce nei negozi “Acidi e Basi”, primo lavoro della trilogia chimica dei Bluvertigo.
La formazione è: Marco “Morgan” Castoldi alla voce e al basso, Andrea “Andy” Fumagalli alle tastiere, Sergio Carnevale alla batteria e Marco Pancaldi alle chitarre.
Le influenze del gruppo sono da cercare soprattutto nella musica degli anni ’80, tutta: dalla New Wave, al New Romantic, al Sinth Pop. Non manca in effetti un esplicito riferimento a quegli anni, ai quali fanno omaggio con “Complicità”, versione rivista e tradotta di “Here is the House” (Depeche Mode).
Le danze si aprono con “L’eretico”, seguita da “Iodio”, e i Bluvertigo si presentano al resto del mondo come un gruppo ambizioso: uscire dal mucchio e creare uno stile proprio, questo l’imperativo.
Tastiere con i suoni di plastica, rullante con eco che fa arrivare il suono dalla luna, chitarre distorte e arpeggi acustici, il tutto affogato in una matrice fluida che scorre liscia tra interludi, break e chiuse dove l’elettronica comincia a presentarsi come caratteristica della band. Matrice di natura progressiva e tecnica, che crea situazioni funky (ad esempio “Vivosunamela” e “Il Dio Denaro”), dove la ricercatezza fa da padrona.
Quello che rompe con il contesto, è, oltre alla sonorità marcatamente new wave, il bizzarro impiego di testi complessi ma efficaci, che attraverso continui giochi di parole sottendono significati ben più profondi di quanto non si pensi. Basta, coi giovani porci, rossi in faccia neri in testa ricchi e basta: uno sguardo ironico di occhi ancora un po’ adolescenziali, ancora intrisi di retorica. Che però raccontano sentimenti comuni a molti.
I Bluvertigo fanno il loro debutto in società con un album che li presenta esattamente così come sono: bravi e presuntuosi, con l’aria dei primi della classe. Eccentrici, avanguardisti e ambiziosi nel voler cercare uno stile nuovo. Se lo scopo era quello di stupire, la missione è stata portata a termine.

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