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Quando il furgone fa la differenza

I Bobaflex sono una delle band più sfortunate della storia dell’heavy metal. Voluti da Mustaine per il primo Gigantour dopo la pubblicazione dell’album di esordio “Apologize For Nothing”, il gruppo venne derubato del suo van contenente 20000 dollari di strumentazione e fu costretto ad abbandonare il carrozzone. Imbarcatisi in un tour autofinanziato per racimolare soldi al fine di ricomprarsi la strumentazione, si ritrovano nei guai quando il nuovo van si ruppe, lasciandoli di nuovo a piedi. A questo punto i Bobaflex si autofinanziarono la realizzazione di nuovi demo, che portarono finalmente ad un contratto con la TVT Records, che oggi pubblica questo “Tales From Dirt Town”. Album che si rivela come prova di grande intelligenza e buona padronanza dei mezzi, catalizzando tutti i fatti negativi accaduti alla band in canzoni varie e dinamiche, che si alternano tra attacchi in your face, curiosi ibridi al confine tra Slipknot, Mastodon, Pantera e qualche reminiscenza di WASP e Motley Crue, e brani nettamente più melodici che spaziano da rock tirato a ballate toccanti.
Il primo frangente è quello che si manifesta nell’esplosione della feroce “Sellout”, nelle trame mastodoniane di “That Ole Speed” o nella comparsa delle sonorità più hard-glam di “Be With You”, tutti brani divertenti che non mancano di intrattenere l’ascoltatore. Le ballate invece si discostano dal discorso introducendo influenze inaspettate, come i flussi System Of A Down di “Saviour” e “I Still Believe”, quest’ultima tinteggiata anche di melodie Faith No More, e raggiungendo l’apice nella conclusiva “Home”, memore delle splendide ballate a firma Lawless del periodo “The Crimson Idol”.
I suoni sono ottimi e la produzione ad opera di Russ T. Cobb (Sevendust, Avril Lavigne) senza dubbio dà una mano al gruppo a creare melodie spesso catchy e facilmente ricordabili. C’è da lavorare ulteriormente sulla costruzione di un suono originale e più distintivo, ma senza dubbio i Bobaflex hanno i mezzi e le idee per scrollarsi di dosso i fantasmi e crearsi un loro spazio. Più che mai non resta che augurargli buona fortuna. E sperare in un furgone più affidabile.

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