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  • Bologna Violenta: Bancarotta Morale

    Goodfellas / none

    Data di uscita: 20-03-2020

    Loudvision:
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Bologna Violenta, aka Nicola Vanzan (violinista e polistrumentista) e Alessandro Vagnoni (batterista e polistrumentista). Attivi dal lontano 2005, hanno intrapreso un percorso musicale per nulla ordinario, che da una parte li ha “condannati” a non oltrepassare la nicchia di appassionati, dall’altra ha mantenuto alta la fidelizzazione della loro fetta di pubblico, sempre riconoscente per il coraggio e la dedizione che (di)mostrano nei loro lavori.

L’ultima loro fatica è “Bancarotta Morale” pubblicato da Overdrive Records/Goodfellas con il sostegno di Dischi Bervisti e Truebypass. Un concept, negli intenti degli artisti. Un compendio di storie che seguono un filo rosso, riscontrabile dai titoli dei brani strumentali (come la sequenza di “Il Ladro”, “Il Picchiatore”, “Lo Stupratore”, “Il Baro”) che risultano in tal modo legati dal punto di vista tematico; e poi c’è l’aspetto sonoro, in bilico tra momenti di bonaccia e parentesi di puro virtuosismo.

La formula utilizzata dal duo, e nemmeno per la prima volta, è quella del brano corto (i primi tredici non superano, ciascuno, i due minuti e mezzo di durata). L’effetto che ne consegue è quasi straniante, un continuo salto nell’iperspazio: un attimo prima segui le galoppate di violini e percussioni; un attimo dopo ti imbatti in atmosfere più rallentate, in maniera (talvolta troppo) schizofrenica.

Gli ultimi due pezzi, meno frammentati e più autonomi, meritano un capitolo a parte: “Sophie Unschuldig”, almeno per me, è la parte migliore del lotto. L’arrangiamento porta l’ascoltatore ad un continuo aumento di tensione, gli sfondi sono quasi drammatici e malinconici. E, infine, “Fuga, Consapevolezza, Redenzione”: un’epopea di emozioni e stati d’animo diversi tradotti in una suite di quasi 20 minuti.

Nel complesso, “Bancarotta Morale” si conferma un buon album, talvolta un po’ (consapevolmente?) ostico per un ascoltatore non preparato sul percorso musicale del gruppo. Sicuramente da riascoltare più volte. Visti i tempi che corriamo, vale la pena aprire la mente e spalancare gli orizzonti. “Bancarotta Morale”, in questo senso, può aiutare.

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